Libertà d’informazione sul web? Ancora per poco…La mia esperienza (editoriale)

Mi ritrovo oggi a scrivere questo editoriale sulla libertà d’informazione sul web in quanto ho avuto un’esperienza a riguardo a dir poco sconcertante; in questo caso parlerò delle community. Premetto che, se non fosse per il sito, l’utilizzo dei social, da parte mia, sarebbe stato quasi inesistente; detto questo, vorrei anzitutto spiegare cosa dovrebbe significare il termine “community”, ovvero una comunità virtuale o comunità online che è, nell’accezione comune del termine, un insieme di persone interessate ad un determinato argomento, o con un approccio comune alla vita di relazione, che corrispondono tra loro attraverso una rete telematica e dovrebbero essere fatte per condividere news, aggiornamenti, pareri, problemi e risoluzioni di essi tramite l’interazione dei partecipanti ad esse.

Prima di iscrivermi ad una community, leggo sempre il regolamento per evitare di infrangerlo e poter condividere le news in modo corretto con le persone che ne fanno parte; fatto ciò, inizio a pubblicare post informativi derivanti sia da nostri articoli che da articoli di altre testate, anche straniere. In alcune, poche per fortuna(quattro per ora), community, mi sono visto commentare i miei post da moderatori o proprietari della community intimandomi di non spammare e di non pubblicare news di altre fonti pena l’allontanamento da essa. Ma, se ho letto il regolamento ed esso non impedisce la condivisione “normale” e non spam di notizie ed aggiornamenti, ciò, dunque, non è giustificato e quindi chiedendo spiegazioni sul perchè di questo “attacco” mi sono ritrovato bannato da tali community senza nessuna risposta e motivazione; se proprio non volete vedere notizie di altri, inseritelo nel regolamento. C’è anche da dire che, visionando tali gruppi, ho notato che sia il proprietario che i moderatori, spammano regolarmente e, giustamente, non si cancellano i loro post. Mi viene dunque da chiedere: “Ma la libertà di dare informazioni sul web (nei limiti consentiti e senza spammare, ovviamente), non è che sta venendo meno?”.

Per fortuna questi “personaggi” (li chiamerò così), sono ancora in minoranza ma, non vorrei che pian piano aumentino e portino dunque al blocco dell’informazione; mi duole molto dirlo ma, queste cose, nelle community in cui si dialoga in Inglese, non mi è MAI successa; solo in quelle italiane (per ora) succede di trovare questi “personaggi” che, essendo proprietari o moderatori, credono di avere un potere “divino” e si permettono di attaccare persone normali che vogliono condividere le notizie, problemi e soluzioni ad essi, pareri con gli appassionati. Nella mia esperienza avuta, mi sono ritrovato questi “personaggi” a commentare anche miei post vecchi, dicendomi cose molto gravi (ovviamente segnalate a Google, non intento cause perchè non me lo posso permettere purtroppo); ovviamente ho bloccato queste persone poco mature e con atteggiamenti aggressivi che ledono la mia persona.

Chiudo questo articolo chiedendovi se anche voi siete “incappati” in questi “personaggi” e cosa ne pensate a riguardo della libertà d’informazione, in questo caso sui social.

Davide

Ho 39 anni, sono appassionato di tecnologia ed in particolar modo di Apple; ma non mi limito a quello, infatti vedrete tante mie recensioni di altri dispositivi e marche.