Facebook e la censura di stato

Facebook è stato il capostipite di tutti i Social Networks e come tale ha rappresentato una piccola, grande svolta nella vita privata dei suoi numerosi utenti, ovunque nel mondo.

Tuttavia, a quanto pare, la libertà di espressione portata con sé dalla creatura di Zuckerberg  non è ben accetta da alcuni Governi.

Le recenti statistiche riportate dalla CNN dimostrano che le richieste di censura (relative a pagine e foto, in prevalenza) pervenute direttamente da alcuni Stati, si sono tradotte in migliaia di “contenuti” digitali resi indisponibili. Non si tratta, ovviamente, di censure volte a bloccare violazioni della policy di Facebook (come nel caso della pornografia). Qui si parla della  libertà di critica che ogni cittadino dovrebbe poter esercitare, nei confronti dei propri rappresentanti. Post, messaggi e pagine sono ancora consultabili al di fuori di questi territori, ma una volta varcato il confine, risultano irraggiungibili.

Lista dei paesi e numero di pagine, foto o post “bannati” (fonte Facebook)

 

Per evitare la completa oscurazione (come accaduto in Turchia per Youtube e Twitter), il management di FB ha dovuto sottostare a queste pressanti richieste.

Tutto questo si aggiunge alla recente decisione della Cina di  inasprire le misure di controllo del web (leggi Cina: La “Grande Muraglia” virtuale sempre più alta).

George Washington scriveva: “La libertà quando comincia a mettere radici è una pianta di rapida crescita”. E’ di questa pianta “nutrita” dalle idee, dai sogni e dalla rabbia di uomini e donne, che questi Governi hanno così tanto timore?

Voi cosa ne pensate?

 

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web