Bambini ed Internet, un quadro allarmante! I consigli di Intel Security.

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Si è tenuta qualche giorno fa la conferenza stampa in cui Intel Security (un ramo della multinazionale “Intel Corporation” che circa tre anni fa ha acquisito McAfee) ha presentato i risultati dello studio “La realtà dei genitori della generazione digitale: che cosa fanno online adolescenti e pre-adolescenti“, prendendo in esame i comportamenti e le abitudini online e sui social network a livello globale di 8.026 pre-adolescenti e adolescenti tra gli 8 e i 16 anni, e confrontandoli con le preoccupazioni di 9.017 genitori.

Noi del settore ci aspettavamo qualcosa di preoccupante, ma non così tanto quanto lo sono invece i dati illustrati da Giorgio Bramati, responsabile del mercato Consumer di Intel Security Italia, che oltre ad illustrare i risultati dello studio ha anche fornito utili suggerimenti per i genitori, per gli insegnanti e per gli educatori dei giovani.

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Un momento della conferenza stampa

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Il  “Digital Divide”

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I giovani sono anni luce davanti a noi adulti in merito alla tecnologia” spiegava Bramati, la capacità che hanno di utilizzare i nuovi dispositivi, siano essi smartphone, computer, o apparecchi indossabili, crea un divario di conoscenza in questo settore sempre più ampio a favore degli adolescenti rispetto ai “grandi” e con esso maggiori però sono i rischi che ne derivano.

La cosa più preoccupante è sentire dire dai genitori, quando si parla di rischi informatici, “a noi non capiterà mai“, oppure, ancora peggio, “non mi interessa“, “io non ne capisco niente“, … In loro, e spesso nelle istituzioni, non c’è consapevolezza dei reali rischi che si nascondono dietro alle attività online dei ragazzi. Vediamo quali possono essere.

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I dati raccolti da Intel Security

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Lo studio ha messo in evidenza che la preoccupazione più diffusa tra i genitori (24%) riguarda il fatto che i propri figli possano interagire inconsapevolmente con malintenzionati o pedofili. Si tratta di una preoccupazione giustificata dato che oltre 1 adolescente su 10 ha dichiarato di aver incontrato realmente una persona conosciuta per la prima volta online e addirittura il 19% dei giovani ha il desiderio di incontrarla.

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Dal lato dei giovani, il 78% di loro è preoccupato di come mantenere la privacy delle proprie informazioni online, il 46% ha dichiarato di aver visto della pornografia inavvertitamente, mentre il 32% ha dichiarato di aver visto della pornografia online intenzionalmente.

Un aspetto inoltre che deve far riflettere è quello per cui quelle che sono vere e proprie attività di Cybercrime, e quindi vietate dalla legge, come inviare, pubblicare o inoltrare messaggi e foto non appropriate, lo scaricare o far scaricare ad amici film, musica, libri, giochi pirata da internet, quindi senza averli pagati, compiute dal giovane, spesso non vengono considerate gravi dal genitore, che non ha nemmeno cognizione che tale attività configura un crimine. Del resto il 31% degli adolescenti intervistati ha ammesso tranquillamente di aver scaricato film e musica pirata.

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Spesso i genitori non sanno cosa il figlio realmente stia facendo con il computer, però il 48% di loro è convinto che i propri figli raccontino loro tutto ciò che fanno online. Molti genitori ad esempio non sanno cosa significhi cancellare la cronologia del browser mentre molti giovani lo fanno regolarmente a tutela della “loro privacy”.

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Giorgio Bramati continuava spiegando che al giorno d’oggi il 60% degli utenti consumer di tutto il mondo possiede almeno tre dispositivi con connessione ad internet, che sono circa 1,4 miliardi gli smartphone, e che i tablet in due anni hanno raggiunto una penetrazione del 6%. Inoltre le ricerche effettuate in internet con dispositivi mobili hanno superato quelle desktop, cioè effettuate con il computer classico.

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I rischi evidenziati dalla ricerca

Sono 400.000 le minacce che ogni giorno compaiono per colpire gli utenti e 150.000 i nuovi computer che diventano zombie, cioè macchine controllate da criminali. L’82% delle App tiene traccia delle attività degli utenti e l’80% raccoglie informazioni sulla loro posizione. 1 download di App su 6 potrebbe essere pericoloso. Per quanto riguarda poi il malware (virus e analoghi) dei dispositivi mobili, in un solo anno il numero di esemplari è aumentato del 167%

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Annunci pop-up che contengono malware o keylogger (sofware nascosto che registra e spesso invia ad un criminale tutti i tasti premuti sulla tastiera) presenti sui siti di giochi, di musica, di personaggi famosi, prendono di mira i ragazzi più giovani. Ad esempio le probabilità di restare infettati da un malware sono 1 su 10 per una ricerca su “Heidi Klum” (supermodella, stilista e conduttrice televisiva tedesca). Chi vuole infettare con un virus il maggior numero di utenti, sceglierà ovviamente di metterlo sui siti più ricercati (quello delle previsioni del tempo, animazioni e giochi per bambini e adolescenti, cartoni animati, il personaggio del momento, ..).

Ad esempio ben il 79% dei cloni del gioco “Flappy Bird”, una delle App più scaricate di sempre, conteneva malware. Nell’immagine che segue è illustrato cosa può provocare …

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Tra i rischi non dimentichiamoci inoltre, continuava Bramati, che sono circa 30 milioni i telefonini / smartphone che vengono smarriti (o rubati) ogni anno, e quindi se non protetti a dovere tutti i dati in essi contenuti come foto, rubrica, messaggi, testi, password, potrebbero finire in mani sbagliate.

Anche la condivisione eccessiva di informazioni, ormai tanto in voga sui Social Network, può creare dei grossi rischi. Ricordiamoci che “Internet è per sempre”, cioè quello che pubblichiamo in internet, anche se noi lo cancelliamo dalla posizione originaria, sarà stato sicuramente visto, e potrebbe essere stato copiato, inoltrato, pubblicato o salvato altrove, e restare in vita “per sempre”. Spesso i giovani (ma anche i grandi lo fanno) condividono in internet documenti ricchi di informazioni personali e sensibili, e le foto appena scattate con lo smartphone, senza però sapere che sul dispositivo potrebbe essere attivo il geotagging, cioè la geo-localizzazione e quindi rendere facilmente possibile l’esatta identificazione di dove è stata scattata la foto (ma peggio, di dove si trova in questo momento chi l’ha scattata).

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Il 43% degli adolescenti, di età compresa tra i 13 e 17 anni dichiara di aver subito una forma di Cyberbullismo nell’ultimo anno. Spesso queste attività non vengono ritenute gravi da chi le commette, spesso fatte “per gioco”, o “scherno”, ma possono essere invece “molto pesanti” per chi ne è vittima, e sembra che lo siano  maggiiormente ragazze adolescenti e giovani omosessuali.

Molti, anzi troppi, sono gli esempi di cronaca in cui si parla di cyberbullismo, come il caso di Rebecca di 12 anni nel 2013, in Florida, che a causa delle pesanti persecuzioni ricevute su Facebook fu costretta a cambiare scuola e poi addirittura si tolse la vita. Oppure il caso di Amanda Todds, di 15 anni, o quello di Sinead Taylor, anch’essa di 15 anni, in Gran Bretagna.

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I suggerimenti di Intel Security per Genitori ed Educatori

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  • Siate connessi con gli adolescenti. Parlate con loro casualmente e spesso a proprosito dei rischi online e discutete insieme dei “pericoli sconosciuti”. Incoraggiate discussioni prendendo spunto da ciò che si legge sui giornali o da quello che avviene a scuola e incoraggiateli a parlare con voi di qualsiasi cosa trovino inquietante. Invitateli a riflettere prima di pubblicare contenuti online, accettare “amici” e partecipare a chat online.
  • Siate tecnologicamente aggiornati. Rimanete un passo avanti e siate a conoscenza dei vari dispositivi che i vostri figli utilizzano, acquisite familiarità con essi. Aggiornatevi sui social network più in voga. Anche se non è indispensabile creare un vostro account, è importante capire come funzionano e se i vostri figli vi accedono.
  • E’ importamte conoscere le password degli account social dei bambini e degli adolescenti, e i codici di accesso ai loro dispositivi. Chiedete loro di mostrarvi le attività online che preferiscono e siate consapevoli di tutti i modi in cui si connettono ad internet. Limitate la quantità di tempo concesso per stare online. Assieme a loro date un’occhiata alla loro lista di “amici” e fate in modo che vi aggiungano al proprio elenco di contatti sui social network.
  • Stabilite delle regole per le password. Utilizzate password complesse. Per cameratismo o per fiducia, gli adolescenti tendono a condividere le proprie password dei social media con amici o conoscenti. Amici o no, questa è una abitudine pericolosa. Insegnate ai ragazzi a mantenerle private e a salvaguardare i propri dati personali.
  • Leggete le recensioni dei clienti e le informazioni sui limiti di età delle applicazioni (i gradi sono: per tutti, maturità bassa, media o alta). In questo modo si sarà in grado di comprendere se l’App è adatta o meno ai propri figli.
  • Utilizzate sofware di sicurezza completi ed aggiornati su tutti i vostri dispositivi, e considerate l’idea di installarne uno che abbia il controllo genitori (parental control) e monitoraggio. Sono disponibili applicativi in grado di bloccare i siti web non appropriati, i contenuti dei filtri, limitare la quantità di tempo trascora dai ragazzi online e monitorare le chat in modo da individuare il cyberbullismo ed eventuali aggressori. Non nascondetene la presenza. Spiegate loro piuttosto la necessità di un utilizzo ai fini della loro sicurezza.
  • Scegliere un luogo centrale e aperto della vostra casa per l’utilizzo di internet.
  • Disattivate il geottaging (geo-localizzazione) dalle foto degli smartphone.
  • Mettete a punto una strategia comune: cosa va bene fare, e cosa non va bene fare, discutete le conseguenze dell’invio o inoltro di materiale inappropriato. Ricordate: Internet è per sempre. I comportamenti immorali o illegali nella vita reale, lo sono anche online.
  • Diventate genitori consapevoli sulla rete. Un punto di partenza è sicuramente visitare il sito Sicurinrete. Leggete inoltre le ultime novità in fatto di tecnologie.

Approfittate inoltre di software di sicurezza gratuiti come SiteAdvisor di McAfee, che permette di sottopporre a test i siti web al fine di verificare se sono all’origine di virus, spyware, posta indesiderata e truffe online, per rendere le ricerche, la navigazione e gli acquisti su Internet più sicuri.

Inoltre per mettere in guardia i vostri figli contro il furto di identità, utilizzare servizi come AllClearID.

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AntonioS

Grande amante della Tecnologia ed Informatica, si è occupato per molti anni di Sistemistica Windows, Linux e OSx nonchè di problematiche tecnico/hardware. Ora si occupa di investigazioni private e digitali. Socio CLUSIT dal 2014, ha una forte passione per l’Ethical Hacking e la Sicurezza Informatica, che studia, e che desidera condividere, in un momento in cui in un mondo interconnesso i rischi aumentano di giorno in giorno. Puoi seguire i suoi aggiornamenti sulla sicurezza su Twitter .. https://twitter.com/AntSagliocca.