Facebook e Google al lavoro contro i contenuti violenti

Secondo un articolo pubblicato sulla Reuters, Facebook e Google sarebbero al lavoro per trovare una soluzione automatica per rendere inaccessibili i contenuti estremisti o violenti caricati sui loro canali.

Fino ad ora gli sforzi dei Social Networks erano stati concentrati, principalmente, nell’individuazione di tutto ciò che poteva essere protetto da copyright grazie ai database (in particolare audio/video) dai quali attingere ed al confronto che veniva fatto con tutti i files postati dai propri utenti. Se questi nuovi files possedevano caratteristiche fin troppo vicine all’originale, venivano censurati. Tutto ciò è gestito automaticamente e per quanto discutibile in alcuni frangenti, produce i risultati attesi.

La stessa strategia dovrebbe essere applicata nei confronti di contenuti considerati estremisti o violenti, soprattutto a causa delle drammatiche recenti vicende che hanno riguardato l’ISIS. Ciò che non è chiaro è quanto il filtro al quale si stà lavorando sarà libero dall’intervento dell’uomo in quanto, a volte, è molto difficile stabilire se un video sia stato postato come denuncia o come puro e semplice incitamento, tanto per fare un esempio, e l’uso di un software avrebbe bisogno di basarsi su regole ben definite.

Nulla è trapelato sul “come” sarà portato avanti questo progetto, forse anche per evitare polemiche e per impedire che gli eventuali dettagli divulgati, possano aiutare a trovare contromisure alla censura applicata.

Ad onor di cronaca deve essere ricordato che all’inizio del mese, l’associazione no-profit Counter Extremism Project aveva dichiarato di aver creato una tecnologia specificamente sviluppata per aiutare le organizzazioni a moderare i contenuti presenti sulle loro piattaforme.

Un dettaglio relativo al sito del Counter Extremism Project
Un dettaglio relativo al sito del Counter Extremism Project

Tuttavia, non ci sono evidenze che tale tecnologia sia stata adottata o sia in procinto di esserlo.

 

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Fabrizio Paoletti

42enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web