Sviluppare applicazioni: intervista ad Airbag Studio

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la ghiotta opportunità di rivolgere alcune domande ad Omar Cafini, iOS developer, che da circa due anni ha dato vita insieme agli altri 2 soci, Mario Inghilleri e Giuseppe Silvestri, ad Airbag Studio una interessante agenzia di sviluppo applicazioni che ha sede ad Ascoli Piceno, nelle Marche.

Ne abbiamo approfittato per chiedere alcune curiosità sui loro progetti e, più in generale, sulla “vita da sviluppatore”.

TD: Come hai iniziato a sviluppare applicazioni? E quali sono stati gli studi che hai completato per poter acquisire le basi necessarie?

OC: Ho iniziato a sviluppare App un pò per gioco a fine 2008. Dopo l’uscita del primo iPhone, vedevo che c’era interesse in quel mondo e ho raccolto la sfida. Come studi avevo completato nel 2005 la laura in Ingegneria Informatica, quindi avevo delle buone basi di programmazione e soprattutto metodologiche che normalmente Ingegneria ti lascia.

TD: E’ stato difficile farsi conoscere all’inizio? E quanto pensi sia cambiata la situazione ora rispetto a qualche anno fa?

OC: All’inizio è stato abbastanza facile farsi conoscere perché il mondo dello sviluppo mobile era relativamente piccolo, soprattutto in Italia. Oggi invece è drasticamente diverso. Per avere un’applicazione di successo oggi serve tanta tanta pubblicità e quindi investimenti molto importanti, per garantirsi la necessaria visibilità se si vuole ancora “guadagnare” dagli Store. 

TD: Ai tuoi occhi come appare il panorama degli sviluppatori italiani? C’è molta attività?

OC: Attività ce n’è. Sicuramente i progetti mobile in Italia sono abbastanza piccoli, con applicazioni che scalano molto difficilmente a livello internazionale. Inoltre noi di Airbag abbiamo anche creato una piccola directory di aziende e liberi professionisti che lavorano nell’ambito mobile: http://www.sviluppatoriapp.it

TD: Quanto pensi abbia inciso la recente crisi economica sul vostro settore?

OC: Ha inciso un pò sicuramente, ma rimane un settore abbastanza vivo e per fortuna direi che anche l’orizzonte 3-5 anni, si prospetta come positivo. 

TD: Come è nato il progetto Airbag studio? E quante altre persone ne fanno parte attualmente?

OC: Allora, è nato come team di lavoro sul mobile a Febbraio del 2014 e conta 3 persone fisse ed altri collaboratori ingaggiati sui singoli progetti. Come team copriamo internamente tutta la parte progettuale, la parte di wireframes e mockup oltre che lo sviluppo iOS e Android in nativo. Poi abbiamo anche un dev Windows esterno ed altre figure di sviluppatori di supporto per iOS e Android, se i progetti sono più corposi.

TD: Quali sono i gli ambiti all’interno dei quali vi muovete? (i.e. solo applicazioni/software o vi occupate anche di altri progetti?)

OC: Ci occupiamo da un paio di mesi anche di progettazione e prototipazione IoT (Internet of Things). In pratica progettiamo e realizziamo piccoli dispositivi hardware connessi alla rete, con sensoristica di vario tipo. Questi dispositivi comunicano con una applicazione web oppure direttamente con un’App mobile.

TD: Quali sono i Sistemi Operativi per i quali sviluppate applicazioni? E quali sono stati i progetti dei quali andate maggiormente fieri?

OC: Sviluppiamo soprattutto per iOS ed Android e qualcosina per Windows Mobile anche se il suo futuro rimane incerto. Abbiamo fatto veramente tante applicazioni, come ultimi progetti posso citare Ksenia Security per la quale abbiamo realizzato due applicativi per iOS ed Android (applicazioni per il monitoraggio del proprio allarme di casa o di ufficio)

TD: Android ed iOS sono due Sistemi Operativi molto diversi ma egualmente validi, per differenti motivi. Esiste, tra di loro, una reale differenza in termini di “semplicità” di sviluppo?

OC: Difficile dirlo, sicuramente lo sviluppo Android è per noi più “costoso” in quanto richiede una maggiore attenzione per il supporto del vastissimo numero di dispositivi oggi in commercio, così come della maggiore frammentazione di adozione di Android (gli utenti aggiornano molto meno rispetto ad iOS e ci sono dispositivi che non permettono un aggiornamento in maniera agevole) 

TD: Quali sono gli ostacoli “burocratici” o “amministrativi” maggiori che possono essere incontrati, da chi vuole pubblicare applicazioni negli stores di Google ed Apple?

OC: Per iOS, soprattutto quelli correlati alle violazioni di marchi ed a volte ad alcune policy non rispettate, anche se le linee guida sono abbastanza chiare. Per Android in pratica non esiste un vero e proprio controllo, quindi in un paio di ore circa dopo l’upload dell’app, la si trova disponibile per il download. Per iOS se tutto va bene occorrono circa un paio di giorni (qualche mese fa si aspettava almeno una settimana).

TD: Capitolo Windows: Dopo la promettente introduzione della funzionalità Continuum, sembra che la casa di Redmond abbia perso, strada facendo, una grossa occasione. Che giudizio puoi dare sull’operato di Microsoft riguardo la sua strategia all’interno del mondo mobile?

OC: Eh difficile dirlo, per me rimane un ambiente molto interessante per la convergenza su desktop della progettazione per Windows 10. Lato mobile staremo a vedere. Il problema è il bassissimo tasso di adozione a livello mondiale della piattaforma, che si attesta sotto il 2% mentre in Italia è ancora molto considerata (arrivando sopra il 10%).

TD: Quali sono i vostri prossimi progetti? Ci puoi dare qualche indizio?

OC: Rafforzeremo l’ambito IoT con almeno 3/4 iniziative nel corso del 2017. Per la parte mobile invece vorremmo prendere almeno un paio di progetti internazionali, per misurarci con un mercato più competitivo 😉

Ringraziamo Omar per la disponibilità dimostrata ed auguriamo ovviamente ad Airbag Studio di proseguire nella propria crescita e di raccogliere numerosi altri consensi. 

 

 

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web