Recensione Hasselblad True Zoom: non sempre l’unione fa la forza

Torniamo a parlare di Moto Mods, sempre grazie a Lenovo Italia, che ci ha concesso in prova  l’interessante modulo fotografico Hasselblad True Zoom, associabile agli smartphone Moto Z / Z Play. Alcuni giorni or sono, avevamo già recensito uno degli altri moduli disponibili in commercio, l’Incipio offGRID Power Pack, traendo conclusioni globalmente positive. Vediamo se anche in questo caso è possibile ripetere quel giudizio.

Unboxing e prime impressioni

All’interno della confezione destinata alla vendita troviamo, una comoda custodia per trasportare il modulo (c’è spazio sufficiente per inserire anche lo smartphone, in realtà) ed una guida rapida per l’utilizzo.

Da un punto di vista estetico l’Hasselblad True Zoom si presenta molto bene, piuttosto elegante nella colorazione nera con una placca posta centralmente, viola-scuro metallizzato. Il tasto per lo scatto è di un bel colore arancione (metallizzato anch’esso). La superficie è interamente liscia ad eccezione della zona deputata alla impugnatura, ricoperta da una plastica dura a forma di nido d’ape.

Il dispositivo (che è privo di una batteria propria) può essere considerato comunque leggero con i suoi 144 grammi di peso e di spessore contenuto, misurando nella parte dedicata alla presa circa 1.5 cm, quasi in linea con il bordo dell’obiettivo che sporge di qualche millimetro in più.

La custodia, pur essendo solo un accessorio, appare realizzata con cura grazie ad un rivestimento, interno ed esterno, leggermente vellutato e privo di cuciture, un laccetto saldamente ancorato ed una chiusura magnetica che mantiene il moto mod sicuro all’interno, anche se in presenza di vigorose sollecitazioni.

Funzionalità e prestazioni

La scheda tecnica dell’Hasselblad True Zoom ci parla in particolare di:

  • Risoluzione del sensore – 12 MP
  • Tipo di sensore – BSI (Back Illuminated Sensor) CMOS
  • Dimensione del sensore – 1/2.3 pollici
  • Dimensione dei pixel – 1.55 um
  • Diaframma – f3.5-6.5
  • Zoom – Ottico 10x / Digitale 40x
  • Lunghezza focale – 4.5-45 mm (25-250 mm equivalente a 35 mm)
  • Macro – 5 cm ( ad 1x) a 1.5 m (a 10x)
  • Tasto dell’otturatore a due stadi con selettore per la regolazione dello zoom
  • Tasto di accensione dedicato
  • Flash allo Xenon
  • Doppio microfono
  • Stabilizzazione – Immagini OIS (ottica) e Video EIS (digitale)
  • Formato immagine – JPG, DNG (RAW)
  • Formato video – MPEG4

Sono presenti inoltre alcune opzioni di acquisizione, selezionabili in base alla situazione che vogliamo immortalare: panorama notturno, ritratto notturno, sport, paesaggio diurno, ritratto retroilluminato. Queste si aggiungono alle 3 modalità che permettono di scegliere il formato JPG, RAW + JPG o lo scatto in bianco e nero. Non ci sono altre particolari opzioni che differenziano in maniera determinante la fotocamera dello smartphone da questa, almeno da un punto di vista software.

Nessuna particolare opzione da segnalare, nel menu interno

Ma alla fine dei conti come si comporta sul campo questo Hasselblad True Zoom? 

Come già detto per l’Incipio offGRID, la cura riservata sia al modulo in sé che all’integrazione con lo smartphone è evidente. L’accoppiamento magnetico dei due corpi è immediato e stabile, il tasto di accensione dedicato, permette di accedere alla fotocamera molto rapidamente anche a schermo bloccato. Il grip è discreto ed è possibile scattare immagini o riprendere video anche con una mano sola. Ovviamente comoda la presenza del pulsante dell’otturatore a doppia corsa, e del selettore che permette la rapida regolazione dello zoom.

Sul lato posteriore si trovano i connettori magnetici e l’oblò all’interno del quale sarà inserita la camera dello smartphone

Per sua stessa natura, non parliamo di un dispositivo che permette il punta-e-scatta, a meno che non sia costantemente montato e pronto all’utilizzo. Io ad esempio, nonostante usi la backcover inclusa nella confezione di vendita del Moto Z Play, ho aggiunto anche una protezione in silicone per aumentare ancora di più la presa (un delitto se consideriamo le qualità estetiche della serie Z, ma meglio coperto che rotto…). La scomodità reale ed inevitabile, a questo punto, è legata alla necessità di rimuovere tutto per procedere all’unione smartphone-mod, scomodità ancora più evidente se il True Zoom è riposto nella propria custodia. 

Da un punto di vista prestazionale sono combattuto. Iniziamo dai video.

Grandi assenti il 4k (non è fondamentale per una fotocamera, ma poteva rappresentare un valore aggiunto), ma soprattutto i 60 fps del FullHD. Ci ritroviamo con riprese ad un massimo di 1080p a 30 fps, stabilizzate solo elettronicamente, con un discreto audio ed il vantaggio dello zoom ottico, che permette un ingrandimento con una buona resa dell’immagine. Tutto sommato siamo di fronte ad una qualità più che sufficiente. Da tenere a mente, comunque, che l’attivazione dello zoom è rumorosa, difetto inevitabile e forse scontato, ma è ben udibile nel corso della registrazione. Di seguito, ecco una breve prova:

Sia nel caso del Moto Z Play (che ha dalla sua parte la ripresa in 4k ed il 1080p x 30 fps) che a maggior ragione  in quello del Moto Z (4k e 1080p x 60 fps), pur non avendo avuto la possibilità di effettuare tests con quest’ultimo, il dubbio che il True Zoom mostri il fianco ad entrambe, è più che lecito. Ad ogni buon conto ecco, a titolo dimostrativo, un altro breve sample registrato questa volta con la camera del Moto Z Play:

 

Per ciò che riguarda il comparto prettamente fotografico, i due indiscutibili vantaggi sono rappresentati dallo Zoom ottico e dal flash allo Xenon. Qui il confronto che ho potuto effettuare con il Moto Z Play non lascia, ovviamente, scampo a quest’ultimo. E’ sufficiente dare una occhiata agli esempi sottostanti, realizzati in modalità automatica, per rendersi conto della differenza (tutte le foto a risoluzione più elevata sono consultabili nella nostra pagina FB):

Non solo i colori sono più naturali, ma l’ingrandimento delle immagini rivela un notevole maggior dettaglio della scena ripresa. Per quello che riguarda lo Zoom non posso ritenermi certamente sorpreso. La logica mi portava ad attendermi un risultato come questo:

Anche per ciò che riguarda la resa degli scatti del moto mod, in condizioni di scarsa illuminazione e senza l’ausilio del flash, ci sono grandi differenze di prestazione, in positivo. Inoltre la rapidità di scatto, uno dei punti deboli dello Z Play, viene incrementata notevolmente (discorso valido non solo con poca luce, ma in generale).

Hasselblad True Zoom (no flash, modalità automatica)

In presenza di una buona illuminazione le differenze trai due dispositivi sono sicuramente meno marcate, ma permangono. C’è da dire che a fronte di un dettaglio sempre ben registrato, l’interpretazione dei colori del True Zoom, solitamente veritiera, mi ha lasciato con qualche dubbio in determinate condizioni ambientali.

Dal punto di vista della modalità professionale le opzioni disponibili, in realtà, non sono differenti  in numero e tipologia rispetto alla controparte presente di default nello smartphone, ma consentono una maggior scelta all’interno della gamma dell’esposizione e del tempo di posa, in particolare.

Certo la possibilità di poter scattare in formato RAW, per chi è appassionato di fotografia ed ha voglia di dedicarsi alla post-produzione, è un indubbio vantaggio dell’Hasselblad True Zoom. 

L’assorbimento energetico durante l’utilizzo del modulo, non è trascurabile. Dopo 23 minuti di sessione esclusivamente foto, con frequente uso dello zoom, sono passato dal 46% al 36% di batteria e lo smartphone ha accusato un aumento della temperatura, distribuito su tutta la superficie.

Conclusioni

La cura posta nella realizzazione dell’Hasselblad True Zoom e nella integrazione con lo smartphone è indubbia e le positive caratteristiche tecniche hardware e software (zoom, flash allo Xenon, formato RAW e qualità generale) vanno sottolineate. Però….non riesco a smettere di pensare che questo dispositivo sia da considerare più un esercizio di stile che un utile accessorio. Ad un costo online di circa 260 euro portiamo a casa un prodotto che non è stand-alone, utilizzabile solo tramite i Lenovo serie Z e con le limitazioni già indicate in precedenza. Manca quella particolarità tale da poter spingere ad un ulteriore esborso economico da aggiungere a quanto già speso per telefono, il “wow” che induca all’acquisto compulsivo, al di là dell’effetto Jeeg-Robot-d’acciaio, comunque sempre affascinante. In generale l’idea della modularità, realizzata in questa maniera, è ottima ma forse non è questo il modulo giusto da destinare al grande pubblico.

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla….sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web