Alla scoperta della Data Integration con Primeur [Intervista]

Primeur è un’azienda nota nel settore della Data Integration e in generale nella gestione dei file, grazie alle notevoli competenze tecniche e all’esperienza acquisita in 30 anni di attività al servizio di grandi clienti, anche di fama internazionale (Unilever, Intesa Sanpaolo, la compagnia di telecomunicazioni spagnola Telefónica S.A., Auchan, ACEA e molti altri). Abbiamo avuto la fortuna di intervistare una parte del management di questa prestigiosa realtà, per cercare di capire qualcosa in più proprio sulla Data Integration e su Primeur stessa.

Stefano Musso, Chief Executive Officer, Mauro Lisa, Field Operation Director e Giulio De Amici, Chief Marketing Officer hanno partecipato alla nostra interessante chiacchierata. Ecco alcuni dei passaggi più significativi.

Stefano Musso, CEO di Primeur Group

TD: La vostra azienda si occupa da 30 anni, in prevalenza di Data Integration. Ci potete fornire una definizione di questo termine?

Primeur: Iniziando dalla parte più semplice che è la traduzione / integrazione dei dati, si può vedere questo servizio come la messa in comunicazione di sistemi diversi, eterogenei. Ciò significa che attraverso delle soluzioni denominate “Middleware” ci poniamo come una sorta di traduttore o mediatore. In pratica è come se ci trovassimo di fronte a due persone, ad esempio un italiano e un cinese, ognuno dei quali incapace di capire la lingua dell’altro e chiedessimo ad un terzo individuo (il ‘Middleware’, appunto) di porsi tra i due per facilitare la discussione, traducendo dall’italiano al cinese e viceversa. Quindi parliamo, nella realtà, di uno strato intermedio, tra due sistemi diversi, che permette la comunicazione. Tutto ciò, inoltre, viene effettuato senza apportare modifiche dirette ai sistemi o alle applicazioni. A tale riguardo, possiamo tracciare una linea di demarcazione tra Data Integration e Application Integration. Quando ci si occupa di Data Integration, come nel caso di Primeur, non vengono modificate le applicazioni: questo vuole dire che se il software A deve dialogare con B  si ha in mezzo un Middleware che comunica con entrambe e, nel caso si abbia la necessità di rimuovere A o B per sostituirli con qualcosa di differente, l’operazione risulta molto più semplice; diverso invece uno scenario in cui A e B sono stati connessi direttamente, perché la rimozione, di uno o dell’altro, porterebbe a dover modificare l’intera architettura per permettere la comunicazione con la nuova applicazione. Nella pratica, un’azienda che conclude l’acquisizione di un’altra azienda avrà bisogno di utilizzare la Data Integration per poter gestire la comunicazione fra sistemi informatici diversi, ma ciò vale anche nel caso di inserimento nel flusso di informazioni di ogni nuovo partner commerciale, solo per citare due tra le tante situazioni.

TD: La Data Integration appare come il Core Business di Primeur. Quali altri servizi siete in grado di offrire ai vostri clienti e perché siete stati definiti come una “Azienda non convenzionale”?

Primeur: La Data Integration è sicuramente il Core Business attorno al quale ruotano tutta una serie di servizi, alcuni correlati direttamente ad essa, altri meno. Ad esempio, uno dei nostri clienti più importanti (una grande banca) utilizza giornalmente il nostro personale per la gestione di una parte del suo sistema, o ancora forniamo la cessione as a service di una porzione delle nostre piattaforme, come nel caso di un’azienda farmaceutica di notevoli dimensioni che ha in outsourcing tutta la parte di file transfer, ma ci occupiamo anche di meri servizi sistemistici. Doveroso citare inoltre la piattaforma Maximo (per cui abbiamo investito non solo in passato, ma ancora oggi) che è una soluzione di IBM per l’asset management. Su questo aspetto siamo riconosciuti come una delle realtà più forti a livello europeo e stiamo lavorando sulla convergenza di questi due mondi (Data Integration e asset management) apparentemente distanti.

Va anche detto che siamo aperti alla gestione di prodotti di terze parti, proprio grazie alla profonda conoscenza del settore che abbiamo maturato. In un certo senso, doniamo il potere decisionale al cliente, che è libero di valutare se continuare a usufruire del servizio altrui,  anche attraverso il nostro aiuto, od utilizzare direttamente ciò che noi siamo in grado di offrire. Questo aspetto di estrema flessibilità ci distingue dagli altri competitors e permette, tra le altre ragioni, di farci definire come “non convenzionali”.

Un altro punto legato alla non convenzionalità, può essere spiegato da un esempio. Prendiamo due grandi aziende. Una che si pone l’obiettivo di vendere progetti, servizi e personale e una software house che punta a vendere prodotti software. Il cliente nella maggior parte delle situazioni compra dalla seconda un software “monolitico”, non “customizzabile” o personalizzabile in fase di acquisto (tipo SAP) e che sarà sfruttato così come è per una percentuale piuttosto bassa (pur avendo pagato un prezzo commisurato alla sua totalità), e richiederà l’intervento della prima azienda per personalizzare alcune funzionalità e processi, che consentano di sfruttare il software al meglio per i propri bisogni.  

Ma cosa succede se si verifica un problema in produzione, cioè nel momento in cui si utilizza il software? È estremamente probabile che si inneschi un meccanismo di scarico di responsabilità tra la software house e l’azienda fornitrice di servizi, il tutto a scapito del committente. Il nostro approccio, per proseguire nell’esempio, si pone a metà strada tra le posizioni delle due aziende citate: da un lato siamo in grado di portare a termine progetti di integrazione con software proprietario, ma dall’altro tutti i nostri programmi sono sviluppati per poter soddisfare le richieste dei nostri clienti con una logica paragonabile al “su Misura” sartoriale.

Il know-how che abbiamo acquisito ci permette di apportare delle personalizzazioni a ciò che è stato già implementato e il vantaggio è rilevante sia in termini di resa dell’investimento (pago per quello che utilizzo realmente), sia in termini di produttività ed efficienza: siamo l’unica interfaccia a cui il Cliente si rivolge perché siano risolti eventuali disservizi. I nostri clienti di medie, grandi o grandissime dimensioni, apprezzano il nostro posizionamento di  Software Solution Vendor, dato dalla grande esperienza tecnologica, unita alla flessibilità legata alla capacità di rispondere a specifiche esigenze aziendali. Inoltre, grande valore viene riservato all’assistenza post-vendita.

TDDal 1986 (anno della fondazione) a oggi, che evoluzione ha subito la vostra azienda in termini di sedi, impiegati e clienti?

Primeur: Siamo nati, come detto, nel 1986 a Genova occupandoci principalmente di Managed File Transfer. Poi grazie a un buon successo, in particolare nel mercato finanziario, ci siamo ingranditi con nuove sedi a Milano, Roma, Pisa, Siena, Perugia, Venezia, Napoli e Torino per aprirci poi verso l’estero in Spagna, UK, Svezia, Svizzera, US e in Irlanda, dove abbiamo tutta la parte di produzione. A questa espansione geografica è corrisposto un ampliamento dei “confini operativi” per poter offrire una più vasta gamma di servizi e prodotti di Data Integration (passando quindi per la File Governance e la Data Security, tanto per citare due esempi). Da 5 persone che componevano il gruppo iniziale, siamo arrivati a essere quasi 200, con una crescita continua anno su anno, senza mai sentirci appagati e con lo sguardo sempre rivolto a nuovi obiettivi di breve, medio e lungo termine. Il continuo contatto con i grandi clienti non ha fatto altro che stimolare la crescita e l’evoluzione da un’azienda sostanzialmente familiare a una conduzione più strutturata e manageriale. Il 68 % dei colleghi lavora nel centro di ricerca e sviluppo, gli altri sono impegnati nei servizi e nelle field operations, testimoniando la nostra continua volontà di investimento.

TD: Tra i vostri prodotti ci sono sia soluzioni che si rivolgono a processi aziendali più complessi che a quelli forse meno complicati, se così possono essere definiti, ma non per questo meno critici. Prendiamo ad esempio Primeur DropFile e Primeur Spazio Email. Che caratteristiche hanno?

Primeur: I due prodotti citati sono dedicati a un’utenza che deve scambiare file, ma non è sufficientemente pronta per rivolgersi a strumenti di integrazione complessi, ha necessità di usufruire di un’interfaccia per così dire user friendly, ma anche di usufruire delle caratteristiche del motore potente e sicuro, che si trova dietro le quinte. Se parliamo del Primeur DropFile, questo è uno strumento apparentemente semplice,  che permette l’invio di file di qualsiasi dimensione da PC e da mobile (sia da iOS che Android attraverso una app), con una console dedicata per una gestione completa e una totale tracciabilità dei trasferimenti. Con Spazio Email gli allegati inviati vengono addirittura separati automaticamente dal corpo del messaggio e archiviati, in maniera sicura, nel repository FILEBOX di Primeur, mentre al destinatario viene fornito un link da utilizzare per effettuare il download del file. Tali allegati sono suscettibili di backup e audit trail. Questi due prodotti confermano l’estrema scalabilità delle nostre offerte, legate alle esigenze dei clienti.

TDIn cosa consiste l’architettura Primeur Ghibli?

Primeur: Primeur Ghibli è la nostra Hybrid Integration Platform. Il sistema è costruito su principi di affidabilità, bilanciamento e scalabilità, sia orizzontale che verticale. Di fatto l’architettura Primeur Ghibli poggia su uno zoccolo duro basato su tecnologie Microsoft, Linux o Unix in generale, sulle quali si regge il sistema di gestione del dato. Si pone al centro della nostra strategia di Enterprise Integration Governance che ha l’obiettivo di fornire le informazioni al posto ed al momento giusti, facilitando lo scambio di comunicazioni tra persone, macchinari e computer. Primeur Ghibli consente di costruire soluzioni “su misura”, allo stesso tempo caratterizzate da produzione e distribuzione tipiche dei prodotti standard (ndr: questa è solo una definizione a grandissime linee. Ulteriori dettagli sono disponibili seguendo questo link)

TDL’evoluzione e l’espansione continua del settore mobile offre ulteriori opportunità di gestione dei dati per le aziende, ma pone nuove problematiche di natura tecnica per chi offre servizi come voi ed allo stesso tempo genera quesiti relativi alla sicurezza. Come affrontate queste sfide?

Primeur: Partiamo dal presupposto che, come abbiamo imparato nel corso del tempo, ogni difficoltà è una opportunità. Il nostro target, costituito da utenti aziendali, è evidentemente diverso da quello consumer. Abbiamo, come anticipato poco fa, sviluppato comunque app destinate ad essere “companions” dei nostri servizi, nel pieno rispetto delle governance aziendali. Affrontiamo tutte le sfide cercando di anticipare le tendenze con pragmatismo, per portare sul mercato le nostre proposte con la giusta tempistica.

TDPer tutte le realtà aziendali che hanno a che fare con i dati, le questioni relative alla Data Integrity e al rispetto della Privacy hanno negli ultimi tempi rappresentato temi importantissimi, in particolare per chi è sottoposto ad audits periodiche. Qual è il vostro approccio a riguardo e che giudizio potete dare, in particolare, sul livello di conformità alla Data Integrity, in base alla esperienza acquisita presso i vostri clienti?

Primeur: Quando ci si occupa di Data Integration si gestiscono ovviamente dei dati e quando questi devono essere mantenuti o elaborati in forma di riservatezza e in piena integrità, ci si dota di tutte le precauzioni necessarie per poterlo fare, utilizzando crittografia o tecniche di hashing e altro. In particolare, per ciò che riguarda la riservatezza dei dati, abbiamo una partnership specifica con un’azienda specializzata in Data Quality, che tratta questo aspetto, regolamentato tra l’altro da precise normative. Volendo poi parlare del livello di conformità alla Data Integrity che abbiamo avuto modo di osservare, la risposta che possiamo dare è che dipende tantissimo dall’interlocutore preso in esame. Una banca, per esempio, deve necessariamente essere conforme a leggi e policy interne. Una multinazionale generica, anche molto grande, può non avere gli stessi vincoli ed essere in notevole ritardo, da questo punto di vista.

Ringraziamo Stefano Musso, Mauro Lisa e Giulio De Amici, per la cortesia e la disponibilità dimostrate e l’agenzia Text100 per il consueto (prezioso) supporto nell’organizzazione dell’intervista. Per ogni altra informazione sui numerosi prodotti e servizi forniti da Primeur, vi invitiamo a seguire questo link.

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web