Disinformazione: le bufale si moltiplicano in rete

L’ossessione di essere “imbrogliati” dai mass media (tramite la circolazione all’interno di giornali e telegiornali nazionali di notizie parziali e tendenziose) ha portato un numero sempre maggiore di persone a riversarsi su Internet alla ricerca di un’informazione alternativa.

Questo fenomeno ha portato inevitabilmente con sé una conseguenza che rischia di compromettere l’attendibilità dell’informazione alternativa, trasformandola in disinformazione. La conseguenza, infatti, risiede proprio nel moltiplicarsi delle cosiddette bufale, ovvero notizie palesemente false che vengono però prese per buone da migliaia di lettori, i quali non le verificano e, anzi, contribuiscono a diffonderle tramite i social network. Ci sono siti internet (AltraInformazione, Giornale del Corriere etc.) che si dedicano appositamente al confezionamento di bufale, con lo scopo di aumentare in modo esponenziale i click alla propria pagina web. Generalmente queste notizie false prendono di mira alcuni argomenti di forte impatto nei lettori: spesso si tratta, infatti, di bufale a sfondo xenofobo (JedaSupport aveva diffuso la bufala secondo la quale i rom avrebbero viaggiato gratis sui mezzi pubblici), oppure riguardanti fantomatiche nuove tasse e così via. Poco importa se la notizia risulti assurda fin dal titolo. Ciò che conta è che si diffonda il più velocemente possibile.

Va benissimo cercare di costruirsi un’informazione il più possibile autonoma, attingendo da diverse fonti e costruendo così le proprie opinioni. Attenzione, però, a non cadere nella trappola della disinformazione. Per quanto possibile, verificate sempre la veridicità di quello che leggete. O, perlomeno, concedetevi la facoltà del dubbio.

Fonte

Claudia

Studentessa in Lettere Moderne con la passione per la scrittura.