Root: Droid Unchained

Così come Jamie Foxx in Django Unchained, anche il vostro Android, qualsiasi esso sia, può liberarsi dalle catene con cui è stato imprigionato dai suoi produttori, con la procedura di root, di cui vi ho parlato molto, molto brevemente nel mio primo articolo sul modding per Android .

Iniziamo col fare un po’ di chiarezza: “root” è quell’utente che ha tutti i permessi in ambiente Linux, cioè che può fare tutto quello che gli viene in mente. In Windows sarebbe il famoso “Amministratore“. Quindi la procedura permette di ottenere i permessi di root, non il root in quanto tale, che sareste voi, una volta che il telefono sarà sopravvissuto al processo.

Sopravvissuto? Ebbene sì, perchè c’è una piccola, piccola, piccola possibilità che il vostro smartphone passi a miglior vita durante l’ottenimento dei permessi (soprattutto se inizierete il procedimento con una batteria quasi scarica che potrebbe spegnere il vostro device a pochi passi dalla meta). Ciò non costituisce un grande ostacolo, in quanto ormai i margini di errore sono sempre minori e ogni giorno migliaia di persone affrontano il (minimo) rischio senza riscontrare malfunzionamenti.

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Detto ciò verrebbe da chiedersi: “Perchè Samsung, HTC o chi per essi ci vende un telefono che non è al massimo delle sue potenzialità?”. Se da un lato la domanda è più che lecita, dall’altro la risposta è tanto semplice quanto scontata! Cosa vi ho detto qualche riga fa, riguardo a quel che può fare chi ha i permessi di root? Tutto, esatto. E per tutto intendo TUTTO: ciò vuol dire che se i produttori ci vendessero dei telefoni già root-ati, l’utente medio (che, diciamocelo francamente, non è che sappia smanettare proprio bene bene con il suo Android) potrebbe finire col cancellare, tra gli altri, alcuni file di sistema, che con telefoni sbloccati sarebbero a portata di tap in un qualsiasi file manager, andando a provocare anche la morte del cellulare. Non il massimo, vero?

Ecco perchè compriamo device senza i permessi di root, anche se, dal momento dell’acquisto, saremmo noi gli Amministratori del nostro smartphone.

Detto questo,  perché si dovrebbe affrontare questa procedura non esente da rischi?  Tradotto: il gioco vale la candela? Mettiamolo subito in chiaro: la risposta è si, anche se non è fondamentale per avere un terminale Android in salute. Quindi, quali sono gli effettivi benefici nell’avere un “Droid Unchained“?

Primo, e forse il motivo cardine: permette di avere totale accesso alle applicazioni pre-installate sul vostro terminale, potendo quindi scegliere se spostarle sulla SD oppure disinstallarle completamente, fatto che concorrerebbe ad aumentare la velocità del vostro smartphone. Inoltre, sempre parlando di app, alcune sono state progettate solo per quei terminali dotati di permessi di root: tra queste troviamo quelle che permettono lo spegnimento automatico dello smartphone e quelle che attivano opzioni in più per il tethering wi-fi.

Ancora, avere un Android sbloccato ci permetterà di effettuare back-up completi di tutte le app, tramite programmi appositi, come Titanium Back Up, disponibile su Google Play.

Forse però la funzione che naturalmente si ricollega all’avere i permessi di root è il poter flashare le Custom ROM in modo da avere uno smartphone profondamente modificato visivamente e molto più performante: CyanogenMod e Paranoid Android su tutte.

Come già vi ho anticipato per tutti i cellulari il processo di root invalida la garanzia, eccezion fatta solo per i terminali Oppo e l’ormai celebre (e inarrivabile) One Plus One, che ci viene consegnato con la CyanogenMod già installata. C’è però un trucco per evitare che un’eventuale riparazione non venga coperta da garanzia: infatti tutta la procedura è reversibile e basterà un-rootare il nostro cellulare per poterlo mandare in riparazione ancora coperto da garanzia!

Ora vi starete chiedendo: “Si bene, bravo, ma adesso spiegaci come affrontate il procedimento!”. Vorrei farlo, davvero, ma non esiste un metodo universale, bensì tanti diversi: ogni smartphone ha il proprio bug che è possibile sfruttare per ottenere i tanto agognati permessi e molti Android hanno lo stesso: sono stati quindi sviluppati programmi ad-hoc per PC che ci permetteranno di sbloccare il nostro smartphone con un solo click! Per altri invece la procedura sarà solo leggermente più complicata, ma alla portata di tutti comunque.

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Per i terminali più famosi scriverò sicuramente delle guide, per gli altri, se avete bisogno, segnalatelo nei commenti e provvederò di certo!

 

 

PgSar

Sono un ragazzo attratto da tutto ciò che è tecnologico, dai dispositivi per il fitness, quelli per il business a quelli per l'home-entertainment.