3D: Divertimento per molti ma non per tutti

E’ qualche anno ormai che la tecnologia 3D è entrata a far parte prepotentemente della nostra vita, al cinema, a casa e nei videogame. Ma non tutti sanno che per molte persone tale tecnologia risulta essere totalmente inaccessibile.

La visione stereoscopica prevede una perfetta visione bioculare; solo in questo modo è possibile percepire con chiarezza gli effetti tridimensionali. La visione presuppone una sincronia oculare, possibile solo attraverso una vista bioculare, che va a sovrapporre le due immagini tipiche del 3D, creando così un vero e proprio inganno all’occhio umano.
Ne deriva il fatto che molti di noi potrebbero non godere totalmente di questa opportunità; la visione bioculare infatti risulta essere distorta per molteplici motivi, più o meno gravi.

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La patologia più “grave” risulta essere lo strabismo, deviazione dell’asse visivo che comporta una costante visione monoculare; risolvibile esteticamente con intervento chirurgico, non comporta difficoltà nella vita quotidiana grazie alla compensazione cerebrale ma rende tuttavia impossibile la percezione della tridimensionalità virtuale. Altra patologia che comporta conseguenze simili è il Nistagmo (o Ambliopia), più comunemente chiamata “occhio pigro”. Meno gravi sono invece i casi di Astigmatismo, Miopia e Ipermetropia, patologie sempre più comuni; esse non rendono l’individuo impossibilitato ma rendono la visione stereoscopica distorta o complicata.
Coloro che soffrono di questi disturbi sono molti di più di quanto voi pensiate; si parla del 56% delle persone (dato forse eccessivo) divise in individui con visione non corretta, difficoltosa e totale cecità al 3D (5%).
I sintomi sono molteplici: si va da un lieve mal di testa a mal di stomaco e nausea; nei casi più gravi dolori agli occhi, che sforzandosi nella percezione vanno in sovraccarico. Per questo motivo è stata più volte sconsigliata la visione stereoscopica per bambini minori di 6 anni per un motivo molto semplice: nei primi 6 anni di vita il bambino sviluppa e perfeziona la propria capacità visiva; una esposizione prolungata al 3D potrebbe causare danni oculari.
Studi più o meno recenti sottolineano che i fattori che possono influenzare la visione in 3 dimensioni sono molti. Prima di tutto la dimensione dello schermo: più lo schermo è grande più la possibilità di percezione diminuisce; il televisore casalingo di medie dimensioni permette di avvicinarsi allo schermo e quindi di percepire più facilmente gli effetti, cosa che non è possibile al cinema se non per posti molto vicini allo schermo.

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Un altro fattore chiave è la qualità. Tutti sanno che il 3D prevede due immagini riprese contemporaneamente ad una data distanza l’una dall’altra. I due fotogrammi per quanto possibile mostrano delle differenza, non percepibili dall’occhio umano. La qualità aumenta laddove si diminuisce le differenze tra le due immagini. Ma la qualità non riguarda solamente ripresa e montaggio del film, ma anche gli occhiali forniti dal cinema che spesso e volentieri sono di scarsa qualità, scomodi e poco performanti.
In alcuni casi infatti la visione del film potrebbe essere difficoltosa o scorretta anche a causa degli occhialini indossati scorrettamente; in particolare per tutte quelle persone che sono costrette a portare gli occhiali da vista, gli occhiali 3D risultano un ingombro poco funzionale.
Nuove tecnologie potrebbero risolve il problema: sto parlando del display curvo, che sta affiorando ora sul mercato dei televisori ma che ancora risulta essere troppo costoso per essere implementato nei cinema. Per esperienza personale vi dico che nonostante io non possiede una visione bioculare, la concavità del display permette una immersione nella riproduzione e una percezione anche se minima della tridimensionalità. Poco significative invece paiono le tecnologie che prevedono l’abbandono dell’uso degli occhialini: ciò rende la visione più confortevole ma di fatto non risolve alcun tipo di problema nella visione in sé.
Per quanto emozionante e suggestiva, l’esperienza 3D risulta essere perciò limitativa. La stereoscopia tende ad escludere una consistente fetta di utenti, utenti che sarebbero molto felici di poter partecipare a queste emozioni. Speriamo dunque che in futuro ci sarà qualche nuova trovata che permetta la visione ad una percentuale sempre maggiore di soggetti.

PgSar

Sono un ragazzo attratto da tutto ciò che è tecnologico, dai dispositivi per il fitness, quelli per il business a quelli per l'home-entertainment.