PlayStation 4 e XBox One: confrontiamole!

Ed eccoci giunti ad uno degli argomenti più caldi, anzi roventi, che hanno imperversato per i forum e fatto scontrare gran parte degli utenti negli ultimi mesi: è meglio Ps4 o XBox One?

Calma, prima di sfociare nella console war lasciateci fare una premessa: in questo articolo non troverete verdetti finali, sentenze, e nemmeno consigli su quale delle due console dobbiate spendere i vostri soldi; qui ci limiteremo ad analizzare quello che hanno da offrire i nuovi hardware, di quello che è stata fino ad ora e di quello che presumibilmente sarà l’offerta videoludica a nostra disposizione.

Tralasciamo volutamente dal confronto delle macchine next gen WiiU, in quanto troppo diversa in termini sia prestazionali, che di catalogo titoli a sua disposizione, rispetto alle altre due console.

Veniamo al sodo: non parleremo in termini tecnici troppo stretti delle loro prestazioni, dell’esatto numero di TeraFlops che possono gestire, dei core che vantano o altro: queste cose potete leggerle sulle specifiche tecniche, noi ci concentreremo piuttosto sugli effetti di quanto scritto appena sopra, cioè di quello che possiamo realmente vedere e provare, del comportamento sul campo (di gioco) dei nuovi “giocattoli” in questione.

Per fare questo, divideremo la nostra analisi in diversi punti secondo i quali analizzeremo le due console volta per volta, trovando i pro ed i contro di entrambe.

 L’estetica

Partiamo con la parte estetica, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

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Ambedue si presentano nelle loro versioni base di lancio in colorazione nera con parti opache e lucide; PlayStation 4 è più piccola, compatta e leggera con una sottile striscia led che separa i due motivi e che, all’occorrenza, ci segnala lo stato della console, diventando di diversi colori, rimanendo fissa o lampeggiando, l’effetto di curiosità almeno la prima volta che la si osserva al buio è garantito. Inoltre ha i bordi anteriore e posteriore tagliati in obliquo, a voler dare alla console una forma più slanciata.

Molto più tradizionale XBox One, più squadrata, non presenta particolari vezzi stilistici, con gran parte della sua superficie a griglia, il pulsante di accensione touch che si illumina di intensità diversa a seconda che siate in ambiente luminoso o buoi, per non dare fastidio.

Da segnalare, anche in questa generazione, la presenza dell’alimentatore esterno per la console di casa Microsoft, mentre, come da tradizione, il suo alloggiamento all’interno della macchina stessa da parte di Sony, cosa comunque in parte paradossale, vista la differenza dimensionale delle due, che invece dovrebbe penalizzare quest’ultima.

 I Pad di gioco

Passiamo ai pad, si perché non scordiamoci che sono il nostro punto di contatto con i giochi, collegano ciò che le nostre mani fanno con le azioni che seguono sullo schermo.

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Dalla Sony è arrivato un miglioramento significativo al precedente modello di dual shock, pur non esente da difetti: il pad è più grande, e quindi più comodo da impugnare, ha le due appendici più lunghe, per non costringere le dita ad essere troppo chiuse. Presenta inoltre levette analogiche più concave e grilletti posteriori ridisegnati per evitare lo scivolamento delle dita. Le innovazioni più significative tuttavia sono un grande touchpanel anteriore, che servirà all’occorrenza per facilitare alcune azioni in game, navigare meglio tra i menu, etc., la presenza dei tasti option e share anteriori, che sostituiscono i vecchi start e select, ed il grande led posto sulla sommità del controller, che svolge la funzione fino a qualche mese fa destinata al move.

Tra gli aspetti negativi ci sono una costruzione non perfetta delle levette, probabilmente l’uso di alcune partite di materiali non eccellenti per le prime ondate di console, che ha letteralmente fatto sì che dopo pochi giorni di utilizzo le stesse si lisciassero e perdessero totalmente la capacità di fare grip su molti dual shock 4, e la durata davvero troppo breve della batteria che, nel migliore dei casi, costringe a ricollegare il cavo dopo 7-8 ore di gioco.

Alcuni lamentano anche un’eccessiva luminosità del led che, però, è stato reso possibile diminuire con un aggiornamento da parte di Sony stessa, dopo qualche mese dall’uscita.

E passiamo al pad della One: qui il lavoro è stato meno incisivo, probabilmente visto già il buon livello a cui si era arrivati con quello della 360, ma comunque apprezzabile.

Il pad sembra leggermente più piccolo, la forma è piuttosto simile a quanto già visto nella precedente generazione, però è stato ristilizzato con una forma più spigolosa, in armonia con la console. Il layout dei tasti è rimasto invariato, con levette ancora più lavorate che consentono una maggiore presa, una croce analogica che finalmente può dirsi tale, e dei tasti dorsali più grandi, con in più la funzione di vibrazione sui grilletti posteriori, davvero una piacevole introduzione che, se ben supportata dai giochi, può rivelarsi molto utile al gameplay (per esempio vibrando per far capire che si è alla fine di un caricatore in un fps, oppure che si sta sgommando troppo in un gioco di guida, e quindi conviene diminuire l’accelerazione).Non ci sono piaciuti molto invece  tasti LB e RB, aventi un aggancio interno che a volte li rende difficile da premere con i polpastrelli degli indici, e soprattutto il fatto che, ancora una volta, ci troviamo a dover utilizzare – fermo restando la volontà di spendere altri soldi per il play e charge kit – delle pile normali: ok, l’autonomia è eccezionale, però è assurdo che nel 2014 microsoft non abbia ancora pensato di vendere un controller già completo di batteria ricaricabile al litio interna, ma spetti all’utente decidere se comprare il suddetto kit, arrivando a spendere in tutto circa settanta euro, oppure continuare a cambiare pile standard, quasi avessimo per le mani un giocattolo.

 L’interfaccia grafica

Parliamo ora dell’interfaccia: Microsoft ha dotato la One di tre sistemi operativi, che hanno il compito di occuparsi ciascuno di una funzione apposita, in modo tale da poter gestire il multitasking al meglio e poter così avviare più applicazioni senza che una si interrompa e, anzi, la possibilità di affiancarne due contemporaneamente sullo schermo.

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L’interfaccia che ne deriva è quindi quella classica di Windows 8 organizzata con i live tiles, quindi molto simile a quanto già visto sia su PC che sulla precedente 360, però qui purtroppo, forse a causa delle numerose opzioni e applicazioni con cui Microsoft ha voluto infarcire la One, risulta tutto un po’ troppo confusionario per l’utente finale, soprattutto qualora non abbia mai avuto esperienza con la precedente console: icone di gioco uguali che si ripetono sulla schermata principale, ed un’eccessivo prolungarsi del sistema piramidale all’interno dei menù delle opzioni, che costringe a fare numerosi passaggi per giungere alla voce cercata, rendono a volte il compito di settare tutto a piacere non semplicissimo, ed è un peccato.

Sony da parte sua ha migliorato l’esperienza precedente della cross media bar, davvero eccessivamente lunga nei tempi di attesa durante determinate operazioni come la sincronizzazione dei trofei, che rasentavano il ridicolo; abbiamo ora un’interfaccia che sembrerebbe essere molto leggera, da tanto è fulminea nel mostrarci tutte le applicazioni e scorrere le diverse parti dei menù. Qui è tutto molto più social, con informazioni continue sulle attività dei nostri amici, e addirittura il poter connetterci e mostrare direttamente il nostro vero nome e account Facebook.

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È tutto molto ben organizzato, si naviga facilmente e si trovano i contenuti desiderati, senza troppa fatica, grazie ad una barra superiore riservata al nostro account, alle opzioni, trofei ed in generale al sistema, ed una sottostante riservata esclusivamente ai giochi ed alle applicazioni, in cui si crea una nuova icona ogni volta che andiamo ad aggiungere un nuovo contenuto. Tutto molto semplice ed intuitivo dicevamo, anche se, come avviene per gli smatphone, quando si hanno troppe app è lungo andare a cercare quella che ci serve (essendo organizzate secondo un criterio di ultimo utilizzo), e si sentirebbe il bisogno di accorparle in cartelle (anche se sono già spuntati rumors sull’integrazione di queste proprio in uno dei prossimi aggiornamenti).

 

Una cosa da segnalare, è che l’installazione degli stessi giochi richiedono tempi significativamente diversi sulle due console: su Ps4 dopo un minuto di pre installazione si può già giocare (anche se comunque la macchina farà un bel rumore e si sentirà che è “al lavoro”, soffiando parecchio), sulla One invece i tempi di attesa sono decisamente più lunghi, complice anche il fatto di dover necessariamente installare le patch prima di poter giocare; scelta strana questa, che paradossalmente inverte i ruoli che la scorsa generazione avevano 360, sempre rapida nel consentire all’utente di giocare il prima possibile, e ps3, più lenta e macchinosa e che obbligava ad installazioni continue.

 I giochi

Passiamo ai giochi, e qui è un discorso di esclusive.

Eh sì, perché a fare la fortuna o meno delle console, alla fine sono proprio i software che ci possono girare sopra e che regalano esperienze più o meno significative, ripagando o no i soldi spesi.

Per farla breve, XBox si conferma una console più adatta a chi cerca un divertimento frenetico e non troppo impegnato, esperienze incentrate più sull’adrenalina come i giochi di corsa e gli sparatutto, ed infatti si è presentata ai blocchi di partenza con l’ormai classico Forza5 e una delle esclusive di punta è Titanfall, il nuovo titolo dei creatori di Modern Warfare.

Sony, dal canto suo, conferma il volersi imporre per esperienze più cinematografiche, come testimoniano i recenti Infamous e The Last of Us.

Ovviamente il nostro è un discorso generico, anche su Ps4 è presente uno sparatutto in esclusiva come Killzone, e su One l’avventura survival dead Rising, ma vogliamo sottolineare l’impegno delle case nel voler concentrare i propri sforzi soprattutto su certi fronti, anche complice la mentalità e sensibilità che sta alla base delle culture dei Paesi delle case madre; per tutto il resto, ci sono i titoli multipiattaforma.

 Il prezzo

Veniamo alla parte finale, probabilmente quella maggiormente incidente: il prezzo.

399€ per entrambe: unico prezzo per Ps4, mentre la One è disponibile a questa cifra senza Kinect e 499€ nella variante con il suddetto accessorio.

Ecco sì, il Kinect: ci sarebbe da parlare molto al riguardo ma abbiamo scelto di evitare, semplicemente perché una periferica che era stata annunciata come fondamentale e parte integrante per la console, al punto da non venderla separatamente in principio (e sui quali sviluppi potevano portare ad avere davvero un’esperienza in più, se ben supportata dai giochi) è stata poi praticamente abbandonata, senza spingere gli sviluppatori ad includere possibili interazioni nei giochi e soprattutto facendo clamorosamente marcia indietro sulle dichiarazioni iniziali di inscindibilità della coppia accessorio-console.

Allo stato attuale delle cose non c’è davvero motivo valido per suggerire l’esborso di 100€ in più per un qualcosa che francamente sembra non avere sbocchi futuri o portare significative innovazioni.

 

Noi abbiamo fatto la nostra parte, cercando di esaminare al meglio i vari aspetti che secondo noi incidono maggiormente sulla preferenza, del tutto personale, di una o dell’altra console, ora tocca a voi scegliere!

Riccardo

Da sempre amante della tecnologia in tutte le sue espressioni, ho in particolare la passione per il gaming, che non considero affatto una cosa per soli ragazzi ma che, a mio parere, nelle sue forme più alte è ormai un mezzo d'espressione al pari del cinema. Amo anche i fumetti e la lettura, ho interesse anche per le arti grafiche, come il disegno, e studio Architettura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e spunti di riflessione.