The Swapper, un puzzle game basato sulla clonazione!

Esistono giochi che hanno la capacità di brillare ed emergere dalla massa, per un’idea alla base davvero azzeccata, The Swapper è uno di questi.

Il concept è semplice: dobbiamo replicare noi stessi, creando fino ad un massimo di quattro cloni, entro il raggio d’azione della nostra apparecchiatura, un’arma a metà tra una specie di pistola e una torcia.

I cloni eseguiranno gli stessi spostamenti del personaggio principale, ed ovviamente li utilizzeremo per azionare interruttori dove noi non potremo arrivare, letteralmente creandoli dove riterremo opportuno proprio grazie al nostro armamentario, superando così i primi enigmi più semplici che ci troveremo davanti.

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Mano a mano che procederemo nell’avventura, dovremo impadronirci della meccanica più bella ed importante del gioco: trasferire la nostra anima nei cloni, passando così di fatto da un corpo all’altro. Questo ci permetterà di fatto di spostarci per esempio da un posto all’altro, attraversando spazi che prima non era possibile oltrepassare, ed evitare la morte, visto che i cloni possono morire, ma non il personaggio principale (ovvero quello che al momento possiede l’anima e che controlliamo direttamente).

Il tutto in un crescendo di azione che ci vedrà impegnati nell’accrescere via via sempre più la nostra abilità, arrivando ad eseguire mosse che prevedono una padronanza di controllo ed una sincronia davvero al limite della perfezione, oltre che una attenta pianificazione.

Per farci capire, facciamo un esempio: ad un certo punto ci troveremo a dover arrivare ad una sporgenza troppo alta, dovremo così creare un nostro clone in aria, nel frattempo spostarci al suo interno mentre si trova ancora sospeso in aria, crearne un altro ancora sopra la sporgenza finale e spostarci in esso, sacrificando gli altri.

Il meccanismo può sembrare ostico, basato sul meccanismo del prova e sbaglia, ma quando si superano i puzzle la soddisfazione ripaga di tutto il lavoro fatto e, anzi, aumenta in proporzione dell’impegno che ci è costato.

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Inoltre la curva di difficoltà è calibrata in maniera ottima, e si arriva ad affrontare le ultime fasi del gioco in maniera preparata, accorgendosi di quanto il gioco ci abbia, inconsapevolmente, accompagnato a padroneggiare al meglio velocità d’esecuzione e ragionamento.

Ciliegina sulla torta, l’atmosfera. Eh già, perché essa contribuisce a fare di The Swapper non solo un videogioco, ma una vera e propria riflessione su alcuni temi che da sempre affascinano l’uomo, come la solitudine.

Senza voler per forza esagerare, possiamo dire che il gioco si svolge nei meandri di una miniera in qualche sperduto pianeta, ed i suoi antri cavernosi contribuiscono a dipingere alcuni scenari davvero claustrofobici, tutti molto simili tra loro, data la conformazione dell’ambiente, ma tanto non ci faremo molto caso, tanta è la concentrazione nel voler risolvere l’enigma del momento.

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Le sensazioni che si provano nel giocare a The Swapper sono davvero intense, merito di un connubio di cose ben riuscite, prima fra tutte l’ambientazione e la delicatezza con il quale è stata ricreata, con la quale sa raccontare storie di persone che non incontreremo, ma anche il sistema di controllo ottimo,la storia misteriosa e l’idea di fondo (e del gameplay) geniale.

Un plauso insomma agli sviluppatori, meritevoli di aver creato un prodotto davvero valido, ad un prezzo contenuto, circa 15€. L’industria videoludica avrebbe bisogno di più prodotti così e delle persone di talento che l’hanno creato e sviluppato, forse sarebbe il caso… di clonarle!

 

Riccardo

Da sempre amante della tecnologia in tutte le sue espressioni, ho in particolare la passione per il gaming, che non considero affatto una cosa per soli ragazzi ma che, a mio parere, nelle sue forme più alte è ormai un mezzo d'espressione al pari del cinema. Amo anche i fumetti e la lettura, ho interesse anche per le arti grafiche, come il disegno, e studio Architettura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e spunti di riflessione.