Canon EOS 1200D: la recensione

La nuova entry-level di Canon, ormai già da qualche tempo disponibile sul mercato, è la EOS 1200D. Ha sostituito la sorella 1100D e cerca di battagliare con le cugine di Nikon. Ma chi la acquista fa una buona scelta oppure no? Andiamo a scoprirlo insieme!

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HARDWARE
La nuova arrivata Canon si presenta con un sensore da 18 megapixel effettivi, filtro low-pass fisso, ma senza pulizia elettronica della polvere sul sensore, a differenza di Nikon che implementava già questa feature nella 3100. Il sensore CMOS permette l’Autofocus a 9 punti con la possibilità di scegliere manualmente su quale mettere a fuoco. La sensibilità ISO va da 100 a 6400 ISO, espandibile però fino a 12800 ISO. La velocità dell’otturatore va da 30″ a 1/4000″, ma è stata inserita anche la funzione Bulb che permette di mantenere aperto l’otturatore per tutto il tempo ritenuto da noi necessario.
La reflex si impugna decisamente bene e durante lo scatto dà una buona sensazione di stabilità, grazie al grip antiscivolo posto nella parte destra, sotto al pulsante di scatto; anche l’obiettivo in dotazione, cioè il classico 18-55mm presenta una parte zigrinata che assicura un’ottima tenuta e maneggevolezza.
Chi è abituato a Canon lo sa già: il design è minimale e il corpo della macchina è interamente in plastica. Una scelta comune per le reflex Canon che, a differenza di Nikon, immagina che l’occhio abbia già la sua parte al momento dello scatto, anche se qualche abbellimento in più non guasterebbe, ma ripeto: è una precisa politica di Canon concepire questo tipo di design, può piacere o non piacere e io, personalissima opinione, preferisco senza dubbio le scelte di stile di Nikon. In generale comunque la qualità dei materiali è buona, fondamentalmente tutta plastica resistente, tranne ovviamente la slitta per un eventuale flash esterno e gli anelli di attacco per la fascia da collo. In una reflex di questo livello non ci si può aspettare nulla di più.

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INTERFACCIA/CONTROLLI
Partiamo dal posizionamento dei tasti fisici sul dorso della fotocamera: nulla di eclatante, ma tutto a portata di mano, sempre seguendo il diktat minimale di Canon. Troviamo il pulsante per il Live-View, quello per spegnere il display, per la visualizzazione degli scatti e ovviamente la croce che permette il controllo rapido di alcuni parametri salienti come gli ISO, l’autofocus e il bilanciamento del bianco, oltre alla modalità di scatto; inoltre il tasto menù ci porterà alle varie schermate in cui ogni parametro della reflex potrà essere settato a nostro piacimento.
Lo schermo LCD, del quale può essere regolata la luminosità tramite l’apposita voce del menù, riproduce fedelmente i colori e ha una copertura pressochè totale dell’inquadratura. Ha una dimensione di 3″, ma non è provvisto di touch, fatto che ci costringerà ad usare i tasti fisici per ogni operazione, togliendo immediatezza, ma d’altronde una volta presa la mano sui controlli non ci saranno problemi di sorta.
Il mirino ottico, invece, ha una copertura dell’inquadratura pari a circa il 95% del totale, così come qualsiasi altro mirino di questa classe di fotocamere. Quando si avvicina l’occhio al mirino potremo visualizzare da qui le informazioni che ci interessano al momento dello scatto. Insomma, tutto nella norma.
Il menù della fotocamera è molto esteso e permette di personalizzare ogni aspetto della 1200D e anche del flash incorporato: forse fin troppe voci per un neofita, sicuramente sufficienti per qualcuno che sa cosa sta cercando.
Il punto debole vero di questa fotocamera è l’immediatezza, che tradotto vuol dire: se volete usarla in modalità non automatica ve la dovrete studiare un po’. Questo fatto culmina con la selezione dei punti AF in manuale: mi aspettavo una possibilità di selezione diretta tramite il controllo a croce mentre l’occhio sta già mirando, come avviene nelle Nikon, invece no, il punto di messa a fuoco dovrà essere scelto prima, sullo schermo LCD e non modificabile una volta composta la scena. Una scelta senza dubbio da modificare. Per il resto non ci sono particolari critiche da muovere a Canon e alle sue scelte riguardanti questa fotocamera: nello schermo sono presenti tutti i dati sensibili che si possono rapidamente settare nel modo a noi più congeniale.

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FEATURES
Come sulla maggior parte delle fotocamere, anche sulla EOS 1200D è stata inserita la possibilità di scegliere la modalità scena più consona alla situazione in cui ci troviamo. Questa feature è stata implementata con l’utilizzo della ghiera, come su tutte le altre reflex: una scelta, potremmo dire, ormai standardizzata. Le scene svolgono bene il loro lavoro, enfatizzando certe caratteristiche di una foto in un particolare contesto. Anche qui nessuna novità anche se comunque troviamo la modalità Auto Smart che lascia la decisione alla fotocamera su quale scena usare, ma se dobbiamo usare così una reflex, forse dovremmo capire che abbiamo buttato via i nostri soldi.
Presenti le modalità Manuale, priorità tempi e priorità diaframma, ovviamente. E’ disponibile inoltre una serie di filtri creativi che ormai non trascurano nemmeno le reflex.
Presente anche il flash interno standard, facilmente controllabile dal menù della macchina, per quanto si può controllare un flash interno, chiaramente.

IMAGE QUALITY
Eccoci arrivati alla parte divertente: stiamo parlando di una macchina fotografica e non vi ho ancora detto la cosa più importante! Quindi, come scatta le fotografie questa benedetta 1200D? La modalità automatica ha alti e bassi, in situazioni di medio contrasto luci/ombre non si comporta bene: luci totalmente bruciate e ombre troppo luminose, servirebbe una compensazione dell’esposizione, ma se un neofita usa la modalità automatica dubito sappia cosa sia la suddetta compensazione, Risultato? Fotografia rovinata! Un esempio? Anche due!

In situazioni “meno stressanti” per quanto riguarda il contrasto, con luce ottima e abbondante, nulla da dire: le fotografie mi hanno convinto! Resa dei colori molto buona e nitidezza ottima: scattando in JPG il processore di immagini fa egregiamente il suo dovere, restituendo fotografie convincenti. Tra tutto, quello che stupisce di più è la resa dei colori: caldi, vivaci, ma non saturati e molto fedeli. Promozione a pieni voti ottenuta.

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Modalità notturna invece da rivedere, con un sensore che rende la foto molto rumorosa, granulosa e spesso inutilizzabile. Il software integrato di diminuzione del rumore non riesce a sopperire completamente a questa pecca, lasciando le foto in notturna problematiche da scattare senza una fonte di luce esterna o comunque usando solo la luce ambientale.

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Un’altro problema riscontrato è il bilanciamento del bianco automatico: durante le fotografie in notturna, senza avere luci particolari nei luoghi inquadrati, la reflex sbaglia clamorosamente! Eccovi un esempio (nell’immagine a sinistra il bilanciamento rilevato dalla macchina, a destra quello corretto):

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PRO CONTRO
-Costo contenuto
-Ottima resa dei colori
-Buon rapporto qualità/prezzo
-Completa per l’avvicinamento al mondo della fotografia
-Manca di immediatezza
-Bilanciamento del bianco che fa i capricci
-Non perfetta in condizioni di forte contrasto di luminosità
-Ci si potrebbe stufare presto in favore di una reflex con più features

CONCLUSIONE
Quello che ci si aspettva era una sorta di evoluzione della 1100D, che mancava di molte features già implementate in altre reflex entry-level, e così è stato. La 1200D convince in qualità dell’immagine e prezzo: la reflex più economica sul mercato non ci farà rimpiangere l’acquisto. La pecca più grande è sicuramente l’immediatezza, come già detto e non è una cosa da poco; se a questo aggiungiamo un sensore che fa un po’ di capricci in situazioni stressanti, dobbiamo valutarne oculatamente un eventuale acquisto: se il nostro budget è davvero ristretto allora ci possiamo accontentare di questa reflex senza troppe remore, ma se invece il nostro portafogli è un po’ più gonfio, allora si potrebbe valutare l’acquisto di una macchina più performante, che possa durare di più. Uno dei rischi più grandi per chi si avvicina alla fotografia acquistando questa fotocamera potrebbe essere la necessità di cambiarla dopo pochi mesi per non sentirsi tarpate le ali dalla mancanza di certe features.
Un pensiero personale al termine della recensione me la sento di darlo: ricordatevi che in fotografia, quasi sempre, chi più spende, meno spende.

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N.B.: Le fotografie proposte nella sezione “Image Quality” di questo articolo sono di proprietà di Techdifferent.it

PgSar

Sono un ragazzo attratto da tutto ciò che è tecnologico, dai dispositivi per il fitness, quelli per il business a quelli per l'home-entertainment.