Sony Digital Cinema: La nostra intervista

Techdifferent ha avuto l’opportunità di scambiare 2 chiacchiere con Enrico Ferrari, Account Manager per Italia, Spagna e Portogallo della divisione Digital Cinema Solutions di Sony. Nell’occasione abbiamo rivolto alcuni quesiti di carattere generale ed altri più specifici, sorti in seguito alla lettura di notizie e comunicati stampa inerenti il digitale ed il 4K in particolare. Ecco alcuni dei passaggi più significativi della nostra conversazione

Enrico Ferrari
Enrico Ferrari

 

TD: Prima di tutto grazie di questa ghiotta opportunità. Per iniziare vorremmo chiedere come è attualmente, almeno secondo le vostre informazioni, la diffusione della tecnologia 4K e di quella 3D nei cinema italiani. E qual’è la situazione rapportata all’Europa?

EF: Da un punto di vista di diffusione nell’ambito cinematografico, in totale, i proiettori in 4K sono almeno il 20% di quelli attualmente installati. Per i sistemi 3D, a livello mondiale, la percentuale oscilla intorno al 50% o poco più. Globalmente ci risultano 144.000 schermi, di cui 69.000 in 3D e quasi 65.000 in 2D, quindi una leggera maggioranza dei primi rispetto ai secondi (dato non confermato per ciò che riguarda il nostro paese). Negli USA, possediamo il 46% degli impianti 3D.

Sony detiene almeno l’80% della quota di mercato dei proiettori 4K (più di 18.000 unità circa, a livello mondiale). Tale percentuale oscilla in realtà in relazione alla zona geografica considerata ed anche in base al paese. In Italia, ad esempio, la quota di mercato è circa del 15% (espresso in unità, il numero è molto vicino ai 500 proiettori 4K installati), in media rispetto al valore europeo.

TD: A livello di territorio italiano, c’è molta differenza nella distribuzione, tra Nord, Centro e Sud, di sistemi 4K?

EF: L’interesse verso il nostro paese e l’Europa in generale, è arrivato in un secondo momento, rispetto al 4K. In primis è stato trattato il territorio statunitense. Quando 4 anni fa sono diventato responsabile per il territorio italiano (prima non esisteva un ruolo di questo tipo) metà delle sale era digitalizzata con il 2K e quelle in 4K di Sony, erano veramente poche. Successivamente però, sulla restante metà delle sale, abbiamo guadagnato una quota di mercato di circa il 25-30% attestandoci, attualmente, intorno al 15%, iniziando anche a sostituire i dispositivi 2K della concorrenza con i nostri 4K. Detto questo, non esiste una reale differenza di distribuzione geografica, anche se possiamo parlare di forti concentrazioni in Piemonte, la zona di Roma, Liguria, Toscana, Marche e Sicilia.

TD: Quali possono essere, secondo la vostra opinione, gli ostacoli oggettivi che gli esercenti devono affrontare rispetto alla diffusione di queste tecnologie?

EF: Nessuno in particolare, per il 4K. C’è una competitività del prezzo dovuta al fatto che, al contrario della concorrenza, i nostri proiettori sono frutto di tecnologia e Ricerca&Sviluppo completamente Sony. Raggiunta una certa soglia di vendite, abbiamo recuperato quanto investito nella Ricerca e da quel punto in poi abbiamo avuto l’opportunità di abbassare i prezzi, tanto da essere competitivi anche nei confronti del 2K. Per ciò che riguarda il 3D, è indubbio che ha avuto una forte diffusione tra il 2009 ed il 2011, in concomitanza dell’uscita di film importanti (Avatar, tanto per citare un esempio). Poi le produzioni di qualità, che potessero sfruttare questa tecnologia, si sono ridotte. Ed il pubblico ha risposto di conseguenza. In Italia, il dato attuale è che per un film che esce contemporaneamente in 2D e 3D, il 70-80% degli spettatori si reca a vedere il 2D, a meno che non si tratti di un film di grande richiamo, per il quale il 3D costituisca un reale valore aggiunto.

TD: A questo punto dobbiamo chiederti un giudizio “spassionato” sulla tecnologia 3D!

EF: La mia considerazione a questo riguardo è che, ovviamente, i film vanno fatti bene ed il 3D deve essere usato con criterio. Includere effetti fini a se stessi, o peggio, girare un film in 2D e convertirlo, via software, in 3D non dona la vera profondità e la vera esperienza che questa tecnologia può offrire e può risultare estremamente penalizzante anche da un punto di vista economico, a causa dello spreco di risorse non ripagato dal successo di botteghino.

TD: Sony ha presentato nel corso della scorsa Primavera, negli Stati Uniti, il modello di proiettore SRX-R15DS (doppio proiettore) che sembra molto performante e versatile. Quali sono gli aspetti che ritieni possano fare breccia nel mercato?

EF: Dunque, questo è un doppio proiettore che è stato annunciato negli Stati Uniti, anche se il lancio commerciale è stato fatto a fine Giugno a Barcellona. E’ un prodotto pensato inizialmente per l’Europa ed in effetti stà riscuotendo qui, un certo successo. Tanto per citare un esempio, un cinema di Norimberga (un esercente molto influente in Germania) chiamato guarda caso “Cinecittà”, ne ha ordinato 1, poi un secondo (più o meno in programma) e poi altri 5 andando a sostituire i proiettori 2K che aveva. In Italia, 1 è stato installato a Roma, un altro sarà installato nell’apertura di un nuovo multisala a Bari, a Dicembre.

E’ un proiettore che permette, per i grandi schermi, costi di esercizio molto più bassi ed una qualità di immagine molto superiore rispetto al passato. E’ estremamente versatile grazie alle sue dodici lampade, pertanto mentre per una proiezione in 3D (che necessita di molta luce) potrebbero essere accese tutte quante, per una proiezione 2D, potrebbe essere utilizzata solo una porzione di queste. Questa versatilità non è solo in relazione alla tipologia di immagine, ma può essere sfruttata anche se lo schermo è di ridotte dimensioni, consentendo un utilizzo parziale del parco lampade del proiettore.

TD: E’ vero che sul territorio italiano avete stretto una importante partnership con Aurelio e Luigi De Laurentis per l’installazione dei vostri proiettori 4K?

EF: Sì, sono state equipaggiate 15 sale. E’ stata una scelta che i De Laurentis hanno preso, basandosi sulla qualità del prodotto, avendo anche avuto modo di provarne altri. Una scelta che, ovviamente ci ha fatto molto piacere e che rappresenta uno step importante. Nell’accordo stretto, non è stato incluso il proiettore SRX-R15DS di cui abbiamo parlato prima, principalmente perché non era ancora disponibile sul mercato. Non è escluso, tuttavia, una sua installazione in futuro.

TD: Le informazioni che ci sono giunte in merito a questa partership, sembravano descrivere un sistema di gestione delle sale attraverso una sorta di “centro di controllo”. Ci puoi dire qualcosa di più preciso?

EF: Allora, la spiegazione può essere data su due livelli. Cinema con 3-4 e più sale (come alcuni di quelli appartenenti alla famiglia De Laurentis) sono dotati di TMS – Theatre Management System, costituito da un server centrale che riceve i film tramite hard disk o satellite e attraverso il quale è possibile programmare tutti gli schermi (per un massimo di 32 sale), facendo circolare i dati attraverso la rete interna del cinema, fino ai singoli proiettori. Le proiezioni, quindi, sono regolate da una schedulazione pre-definita. Inoltre (ma qui il concetto si differenzia in maniera sostanziale dal TMS) è stato realizzato il Network Operation Center, che è un centro di assistenza tecnica Sony a livello europeo, con 3 sedi (Dusseldorf, Londra e Torino) in servizio dalle 10 alle 22 e che fornisce assistenza telefonica ed in remoto essendo collegato via internet, con tutti i cinema dei nostri clienti. E’ l’unico centro attivo, realizzato direttamente da un produttore di proiettori e gestisce le problematiche, eventualmente presenti, in 3 lingue: tedesco, inglese ed italiano (la presenza dell’italiano dimostra quanto il nostro paese sia importante da questo punto di vista).

Il nostro approccio di vendita e post-vendita, generalmente si sviluppa su due linee parallele: la prima, attraverso dei rivenditori specializzati selezionati, normalmente non più di 2 per paese, che sono autorizzati alla commercializzazione dei nostri proiettori, la seconda che prevede un interessamento diretto di Sony, senza intermediari, per i suoi clienti di maggior spicco come De Laurentis, Giometti ed altri (di solito questo non accade per i nostri competitors).

TD: Sony aveva sviluppato in passato, un programma denominato VPF (Virtual Print Fee) tramite il quale è stata favorita la digitalizzazione nei cinema. Ci puoi spiegare in cosa consisteva?

EF: E’ un tipo di supporto di natura economica utilizzato, solitamente, da aziende finanziarie per facilitare la digitalizzazione del cinema tramite i contributi dei distributori, se parliamo del nostro settore.

L’unico produttore di proiettori che ha anche stipulato un accordo di Virtual Print Fee è stata Sony. Abbiamo firmato i contratti con i distributori e con alcuni esercenti a livello internazionale, all’interno di alcune aree selezionate come Stati uniti ed Italia. E’ stato un passo importante perché è si è trattato di fornitura diretta di materiale ed allo stesso tempo di servizi di supporto. Questo almeno fino al 2013.

TD: Successivamente a questa iniziativa è stata impostata una campagna per la diffusione di una sorta di pacchetto all-inclusive di installazione, formazione e manutenzione ordinaria, nel caso il cliente-gestore voglia investire nel 4K. Ci sono altri dettagli che vuoi condividere?

EF: Dopo il 2013, mantenendo ovviamente il canale dei rivenditori, abbiamo attivato un tipo di accordo diretto con gli esercenti, denominato Managed Service Agreement, ovvero un contratto che il cliente può firmare direttamente con noi, acquistando proiettori, TMS ed altro, compreso materiale non necessariamente Sony, aggiungendo anche altri servizi come l’installazione e la manutenzione annuale. Lo scopo è quello di dare la possibilità agli esercenti di firmare un unico foglio, con la consapevolezza che nei successivi 5 anni, dietro pagamento di una rata mensile, saranno coperti contro eventuali problematiche. Da un punto di vista imprenditoriale questo è estremamente importante perché consente una programmazione, delle proprie attività e delle spese, anche a medio-lungo termine.

TD: Per concludere, puoi dirci come è stata assorbita l’onda d’urto della crisi economica nel vostro settore? Percepite, dal vostro punto di vista, un miglioramento della situazione?

EF: Dal 2007 circa, fino al 2013, il passaggio dalla pellicola al digitale è stato sovvenzionato in buona parte dai distributori, attraverso ad esempio il meccanismo del Virtual Print Fee, quindi l’esercente si è fatto carico di una spesa intorno al 25% del reale costo della tecnologia. Questo è accaduto per molti, favorendo, ovviamente, la digitalizzazione. In seguito, non si è assistito ad una diminuzione delle vendite dei biglietti, anzi in alcuni frangenti è stato registrato un incremento, in particolare in Francia, Inghilterra e Germania. L’Italia ha mantenuto un profilo sostanzialmente costante, mentre una fortissima crisi di botteghino si è avuta in Spagna, sin dal 2004 con una ripresa negli ultimi 2 anni, pur dovendo assistere a numerose chiusure di cinema.

Certamente il digitale offre numerose opportunità e permette la proiezione di eventi particolari come concerti dal vivo, Opera ecc..ma obbliga a sostenere costi inevitabilmente maggiori rispetto al passato. Come anticipavo prima, in Italia il settore ha retto, tanto è vero che la diffusione del digitale oscilla  tra il 90 ed il 94 % delle sale presenti sul nostro territorio.

 

Ringraziamo ancora Enrico Ferrari per la disponibilità e la cortesia, oltre che per le interessanti informazioni, ed il team dell’agenzia Text100 Italy, per il consueto supporto fornito.

Ulteriori notizie su Sony Digital Cinema e sul 4K possono essere trovate al seguente link: Digital Cinema 4K

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web