Curriculum con conoscenze linguistiche “pompate”? Babbel ci fornisce qualche dato

Babbel, una delle più rinomate applicazioni per imparare a parlare le lingue in maniera rapida e divertente, da il via a una campagna pubblicitaria a 360° incentrata sull’importanza del saper parlare inglese per cambiare lavoro o crescere a livello professionale. L’obiettivo di Babbel è quello di posizionarsi sul mercato italiano e sud europeo come uno strumento efficace non solo per l’apprendimento delle lingue, ma anche per lo sviluppo professionale, evidenziando il forte legame tra la conoscenza dell’inglese e il mercato del lavoro.

Secondo un’inchiesta appositamente realizzata, il 15% degli italiani ha confessato di aver mentito almeno una volta nel curriculum sul  proprio livello linguistico, facendo dell’Italia uno dei paesi europei che mente di più a riguardo, insieme a Spagna e Francia. Inoltre, quasi il 40% ha ammesso di aver deciso di non candidarsi per un’offerta di lavoro perché non possedeva i requisiti linguistici richiesti.

Tuttavia, in tanti scelgono di non restare con le mani in mano e di cambiare invece la propria situazione. Quasi il 90% degli italiani crede che conoscere una lingua straniera potrebbe aumentare le possibilità nel mercato del lavoro e circa il 20% non è riuscito ad ottenere un lavoro perché non è stato in grado di sostenere un colloquio in un’altra lingua.  Quasi la metà degli intervistati ha dichiarato di aver deciso di studiare un’altra lingua per motivi professionali.

La campagna internazionale realizzata da Babbel è partita il 15 gennaio in Italia, Spagna e Portogallo. Il nuovo spot è stato messo in onda in due formati da 60 e 30 secondi ed è realizzato in collaborazione con DUDE, rinomata agenzia creativa di Milano.

Livio Basoli, direttore creativo esecutivo di DUDE, commenta

Con Babbel abbiamo raccontato la più veloce scalata nel mondo del lavoro di tutti i tempi. Uno spot divertente e visivamente unico, che crediamo diventerà un nuovo importante capitolo nella storia il brand Babbel che sta costruendo nel mondo

 

Babbel ha analizzato il gap tra i paesi del sud e quelli del nord tramite un’indagine approfondita; abbiamo individuato le motivazioni che spingono a imparare una nuova lingua in contesti diversi e abbiamo scoperto che nei paesi del sud ciò che spinge ad apprendere un’altra lingua è il desiderio di un avanzamento di carriera

afferma Biagio Di Leo, Country Manager Southern Europe di Babbel 

Nel Sud Europa ci sono due tipi di utenti per i quali apprendere l’inglese può fare una grande differenza a livello professionale: i primi sono impiegati che lavorano in un ufficio – in aziende grandi o piccole – che hanno bisogno dell’inglese per lavoro, per cambiare lavoro, o per andare all’estero e cominciare una nuova vita, i secondi sono dipendenti di microimprese – imprese familiari di 3 o 4 impiegati, legate al settore del turismo. È questa la ragione che ci ha spinto a scegliere una campagna locale, che vada a toccare le esigenze di un target specifico e nello stesso tempo possa favorire lo sviluppo delle competenze linguistiche

Il messaggio da parte di Babbel è piuttosto chiaro: la app punta ad agevolare l’apprendimento dell’inglese e aiutare nella crescita professionale, in breve tempo. I corsi, sviluppati da esperti in didattica delle lingue, e le lezioni, basate su situazioni reali, sono una parte fondamentale del suo successo.
Inoltre, affinché gli utenti possano non solo migliorare, ma anche dimostrare le proprie conoscenze linguistiche, Babbel ha introdotto un innovativo sistema di valutazione online: il Babbel English Test, creato in collaborazione con Cambridge English. Un utile strumento che va ad arricchire ulteriormente la gamma tradizionale dei corsi di Babbel e che permette all’utente di testare la propria competenza linguistica dal livello A1 (principiante) al livello B1 (intermedio) del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

Per ulteriori informazioni sull’argomento è possibile consultare questo link.

 

 

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web