Recensione ZTE Axon M: 2 schermi is meglio che 1?

Ho avuto la possibilità di testare, per alcuni giorni, l’Axon M di ZTE, uno smartphone che ha fatto molto parlare di sè, tra gli appassionati di tecnologia, per la presenza di ben due schermi. Ammetto che è stata una occasione davvero ghiotta per cercare di comprendere se un dispositivo del genere fosse stato realizzato non solo per stupire e attirare il grande pubblico, ma anche per presentare un progetto solido e duraturo. 

SPECIFICHE E UNBOXING

L’Axon M si presenta con delle caratteristiche che in alcuni comparti, almeno da un punto di vista puramente teorico, non lo fanno stare al passo con gli smartphone più recenti. Diamo comunque una occhiata alle specifiche più rilevanti:

  • Processore Qualcomm Snapdragon 821
  • GPU Adreno 530
  • SO Android 7.1.2 Nougat al rilascio (attuale versione ancora questa)
  • 4 GB di RAM
  • 64 GB di memoria di archiviazione interna emmc V5.1, espandibili tramite microSD  fino ad un massimo di 256 GB
  • Due schermi da 5.2 pollici 2.5D (trattamento Corning Gorilla Glass 5) LCD TFT, Full HD (1920 x 1080) con densità 426 ppi
  • Fotocamera unica (frontale e posteriore) da 20 MP con  Sensore Sony IMX350, PDAF (Phase Detection Auto Focus), apertura F/1.8, e doppio flash LED. La registrazione video arriva fino al 4K a 30 fps (anche in 1080 si arriva fino ai 30 fps)
  • Batteria da 3180 mAh con Qualcomm Quick Charge 3.0 
  • Mono Nano SIM 
  • Lettore di impronte digitali laterale
  • WiFi 802.11 b/g/n/ac e BlueTooth 4.2. Non è presente il chip NFC
  • Ingresso USB Type-C 2.0
  • Audio ad alta fedeltà con chipset dedicato per riproduzione e registrazione. Lo speaker è doppio: il principale è posto inferiormente sulla sinistra mentre il secondario è costituito dalla capsula auricolare. Presente, superiormente, l’ingresso per jack da 3.5mm

Le specifiche complete sono disponibili nella sezione dedicata della Tim, che ha l’esclusiva su questo dispositivo.

All’interno della elegante confezione di vendita troviamo inoltre:

  • Caricabatterie Quick Charge 3.0
  • Cavo USB Type C
  • Auricolari
  • Chiavetta di apertura slot SIM
  • Guida rapida
  • Programma di garanzia “Passport Program” (i dettagli sono riportati di seguito)
Programma Axon M Passport
PRIME IMPRESSIONI

Le dimensioni sono pari a 151 mm (A) x 71.6 mm (L) x 12.1 mm (P) con un peso di 232 grammi circa. Impegnativo per ciò che concerne la portabilità (nelle tasche dei pantaloni entra tranquillamente, ma si sente eccome) è difficilmente gestibile senza essere particolarmente accorti. E questo è un aspetto preoccupante per un telefono. Certo, pur sembrando un “mattoncino”, mi piace. Ha un design quasi futuristico e un pò spiazzante vista la presenza di una sola fotocamera. Accanto a questa troviamo il dual flash LED, la capsula auricolare/speaker e il LED di notifica. I bordi superiore ed inferiore sono molto generosi

Bella la commistione tra colore nero e violaceo ed elegante il sottile bordo argentato che corre lungo la parte posteriore dello schermo principale. La sensazione è di tenere in mano un dispositivo solido e ben realizzato.

L’apertura dello schermo secondario non è agevole, ma allo stesso tempo svela un meccanismo di allineamento con lo schermo principale destinato a durare nel tempo, per come è stato (ottimamente) strutturato.

I tasti laterali, oltre al cassetto della nano SIM/MicroSD, sono tutti posizionati sulla sinistra: il bilanciere del volume e lo speciale tasto funzione sono in rilievo, mentre quello di accensione/spegnimento/lettore di impronte è leggermente incassato. Dall’altra parte si trova la cerniera che unisce i due display.

Anche la back cover, a smartphone totalmente aperto, mi piace! 

A tale proposito, vi rimando alle foto ravvicinate pubblicate sulla nostra pagina FB.

ANALISI

Ecco alcune considerazioni che ho potuto trarre dopo circa 14 giorni di utilizzo.

Naturalmente la caratteristica principale è data dalla presenza dei due schermi. Le modalità tramite le quali poterli sfruttare sono:

Modalità Dual (A/B): per utilizzare in maniera indipendente i due schermi, come se fossero due smartphone affiancati (si può anche fare copia-incolla da uno schermo all’altro). 

Modalità Estesa (/-\): Contenuti fruibili su un unico display composito Full HD da 6.75”. 

Modalità Condivisa (A/A): permette all’utente di guardare un contenuto e di replicarlo sull’altro display. Ad esempio lo si può utilizzare piegando il telefono (tipo una tenda) posizionandolo su un tavolo e guardando ciò che interessa a noi e a un potenziale altro utente, in piena comodità. 

Modalità Singola (A): Un solo schermo attivo…c’è poco da dire

Prestazioni generali 

Il processore Qualcomm Snapdragon 821, ovviamente, si comporta ancora bene da un punto di vista della elaborazione dati, ben sostenuto dalla GPU Adreno 530 e dai 4 GB di RAM. Android è attualmente in versione Nougat 7.1.2 con alcune personalizzazioni. Il comportamento positivo quando è utilizzato un solo schermo, a dirla tutta, non è replicato sempre quando i display attivi sono due, non tanto da un punto di vista della fluidità delle applicazioni, quanto dai lag che ho sperimentato nel passaggio da una modalità all’altra (da Estesa a Dual ad esempio) o quando l’Axon M viene risvegliato dallo stand-by. Niente di “drammatico” certo, ma vanno segnalati. 

Il sensore delle impronte digitali riconosce rapidamente il dito, anche se la scomodità generale non me lo fà apprezzare appieno.

Per il resto, nessun problema. Reattività in tutte le situazioni nelle quali mi sono trovato a utilizzare lo smartphone, partendo da semplici task come navigazione web e uso di social network, fino ad arrivare a compiti più impegnativi come alcune sessioni di gaming con Asphalt 8. In quest’ultimo caso, solo dopo una ventina di minuti ho percepito un leggerissimo calore sulla parte alta della backcover (in corrispondenza della fotocamera). Bene quindi sotto questo aspetto.

Non tutte le app sono compatibili con la modalità Estesa. E’ presente una funzione per “forzarle”, ma non in tutti i casi è possibile.

A puro titolo informativo, ecco i risultati dei benchmark, ottenuti tramite Geekbench 4, Singole core + Multi core:

E per curiosità, stesso test con entrambe gli schermi attivi:

Schermi

Ci troviamo di fronte a due schermi da 5.2 pollici 2.5D, con trattamento Corning Gorilla Glass 5, LCD TFT, Full HD (1920 x 1080) con densità 426 ppi.

Le caratteristiche tecniche si traducono, nella pratica, in 2 display che  riproducono ottimamente immagini e testi. Per ciò che riguarda la visibilità esterna, secondo me la superficie è troppo riflettente. La luminosità automatica è abbastanza rapida, ma gli angoli di visione non sono ampi. Il secondo schermo è attivo solo nel momento in cui vengono distanziati i magneti posteriori. In modalità “Estesa” appare più evidente il piccolo disallineamento esistente tra parte sinistra e destra.

Il trattamento oleofobico è estremo! Proprio per evitare che i due LCD rendessero il dispositivo un completo ricettacolo di impronte questo aspetto è stato particolarmente curato e il risultato permette di mantenere l’Axon M quasi sempre pulito senza alcuno sforzo. Il problema però è che così facendo è stato reso scivolosissimo e se lo appoggiamo su una superficie non in piano, rischiamo la fragorosa caduta a terra.

Le notifiche sono evidenziate grazie al ben visibile led a luce intermittente presente in alto a destra, ma anche  tramite la funzione “Display Ambient” che riattiva lo schermo non solo in caso di notifiche ma anche  al sollevamento dello smartphone (cosa che a me, comunque, non ha mai funzionato). 

E’ anche possibile regolare la temperatura colore in maniera indipendente tra schermo sinistro e destro. Molto interessante.

Batteria

La gestione dei consumi permette, non solo di arrivare agevolmente alla sera senza dover ricorrere al risparmio energetico, ma di affrontare anche una parte della giornata successiva. Ho superato ripetutamente le 5 di schermo attivo, sempre con poche telefonate ma con un continuo utilizzo di applicazioni, navigazione internet e con WiFi + Bluetooth spesso attivi. Non ho sempre sfruttato il secondo schermo, ma spesso ne ho fatto uso, anche per brevi periodi.

La ricarica, sfruttando il caricabatteria fornito in dotazione, è piuttosto rapida grazie alla Quick Charge 3.0. Ho dovuto attendere circa 1 ora e 20 minuti circa per il completamento del processo, con lo smartphone acceso, facendone un uso veramente blando:

 

Sistema Operativo e User Interface

La versione Android attualmente installata è la 7.1.2, con patch di sicurezza aggiornate al 5 Gennaio 2018, nel momento in cui scrivo (9 Maggio 2018). Comunque non capisco per quale motivo riceva continui errori di connessione al server nel momento in cui tento di verificare gli updates. L’interfaccia utente ricorda molto quella “pure” di Google ma ci sono ovvie personalizzazioni legate, come già detto, alla particolare struttura dello smartphone.

C’è il menu relativo al pulsante di avvio rapido che permette di scegliere se attivare la fotocamera con un tocco singolo o doppio e quale applicazione, tra quelle installate, aprire con una pressione lunga.

Poi le tre opzioni per le gestures tra cui due (“Passa a modalità frequenti” e “Cambia schermate del display”) specifiche per il doppio schermo.

 

Dalla home, uno swipe verso l’alto permette di accedere a tutti i software installati. Il sistema è sempre reattivo, ma….sì c’è un “ma” che riguarda proprio l’attivazione di alcune applicazioni, in modalità Dual. Quando cerchi una app e una volta trovata la selezioni, in qualche caso viene provocato l’avvio di qualcosa di differente (es: premi Documenti e ti ritrovi all’interno di Instagram o di Chrome). Un comportamento un pò bizzarro, che a qualche mese di distanza dal debutto commerciale ancora non è stato sistemato.

Fotocamera

Come detto, l’unica fotocamera è presente frontalmente e consta di un sensore Sony IMX350 da 20 MP, PDAF (Phase Detection Auto Focus), apertura F/1.8, e doppio flash LED. La stabilizzazione digitale nei video è attivabile solo fino a 1080p a 30fps. Lo zoom giunge fino al 4x.

L’interfaccia è personalizzata e in base a come decidiamo di ruotare lo smartphone (verso di noi o verso l’ambiente circostante) ci presenta opzioni specifiche.

Complessivamente mi ha convinto dal punto di vista delle foto (qui alcuni esempi), in particolare per ciò che riguarda dettagli e fedeltà dei colori (molto bene le macro). L’HDR invece non mi è sembrato incisivo. 

Oltre a una buona modalità manuale, sono simpatiche le possibilità di scatto offerte dal software. Sono solo 6 ma ognuna offre un buona gamma di variazioni/effetti.

I video sono di discreta qualità, dotati di una soddisfacente rapidità di riadattamento del fuoco. L’audio catturato non delude grazie al chipset dedicato . Di seguito vi propongo una serie di prove in 4K registrate alcuni giorni or sono:

 

La cosa che mi ha lasciato maggiormente perplesso è sempre legata a come l’Axon M è strutturato. Il vetro posto sopra la lente specie dopo lunghe telefonate, a causa del contatto prolungato con l’orecchio, tende a sporcarsi, appannarsi. Nel caso di un altro telefono qualsiasi non mi sarei preoccupato più di tanto, visto che il modulo fotografico frontale lo uso molto poco, ma qui è unico. Prima di registrare immagini è quindi utile accertarsi che la superficie sia tornata pulita. Poi è scomodo dover ruotare lo smartphone nel passaggio da una ripresa in stile “selfie” ad una strandard. Non lo ritengo assolutamente un sistema “user’s friendly” e si rischia quasi sempre di premere involontariamente qualcosa sullo schermo. Di positivo c’è che almeno il tasto funzione laterale aiuta nell’attivare, con una certa rapidità, la camera. 

Connessioni e altro

Non ho mai sperimentato difficoltà di ricezione e la qualità delle chiamate si è sempre attestata su un buon livello, anche per la persona con la quale stavo parlando. La categoria LTE è la 6 (max velocità di download/upload: 300 / 50 Mbps).

Buono il comparto audio, compatibile Dolby Atmos. La relativa applicazione permette di modificare l’esperienza di ascolto in base alle proprie esigenze.

Gli speakers generano insieme un elevato volume sonoro, sia nella riproduzione multimediale che in viva voce nel corso delle telefonate. Nessun problema con il WiFi 802.11 b/g/n/ac, il GPS, e il BlueTooth 4.2. Come detto in apertura non è presente il chip NFC. In generale non potrei muovere critiche particolari, se non la mancanza del BT 5.0 (mancanza in realtà condivisa con molti altri modelli di altri produttori).

CONCLUSIONI

Che dire, sono perplesso. Vanno rimarcati sia il tentativo da parte di ZTE di proporre qualcosa di particolare, in un contesto che mostra ciclicamente segni di “pigrizia” per ciò che riguarda l’innovazione, sia lo sforzo realizzativo che ha condotto alla produzione di uno smartphone curato, ben costruito ed esteticamente accattivante, almeno per i miei gusti. Ma il sacrificio in termini di maneggiabilità e praticità d’uso è troppo elevato, senza contare la non completa maturità del software che gestisce i due schermi. La piattaforma hardware, comunque sempre pronta a fornire buone prestazioni in tutti gli ambiti, non è al passo con i dispositivi usciti nel 2018 anche in relazione al prezzo iniziale (899,99 euro) e a quello attuale online (circa 700 euro).

 

Axon M

899.99 (TIM) - 706 (Amazon)
Axon M
6.8

Materiali/Realizzazione/Ergonomia

5.0 /10

Display

7.0 /10

Prestazioni

7.0 /10

Fotocamera

7.5 /10

Autonomia

7.5 /10

Pro

  • Costruzione
  • Foto di buona qualità
  • Autonomia
  • Idea di base
  • Comparto audio curato

Contro

  • Ergonomia
  • Prezzo
  • Software di gestione schermi immaturo
  • Gestione scomoda della unica fotocamera

Fabrizio Paoletti

44enne affetto dalla....sindrome di Peter Pan, appassionato di tecnologia ed affascinato dalle molteplici opportunità offerte dal web