giovedì, Settembre 10, 2026
Sicurezza

I consigli di Panda Security per la nostra privacy online

 

Per proteggere la privacy personale, Panda Security ha elaborato alcuni consigli in grado di limitare l’esposizione al rischio di condivisioni inconsapevole dei dati.

  • Controllare quali app e servizi di terze parti accedono ai nostri dati: è sconsigliato registrarsi a siti e servizi utilizzando il login di altre piattaforme (i vari “”Accedi con Facebook” o “Accedi con Google” usati ad esempio per accedere a Netflix o Spotify). Per verificare quali applicazioni o servizi di terze parti accedono ai nostri dati, esistono delle pagine dedicate su Facebook, Twitter, e Google, Linkedin dalle quali è possibile revocare l’autorizzazione all’accesso ai propri dati da parte di app o servizi, oppure limitarla.
  • Controllare i permessi alle app sul proprio smartphone: nelle impostazioni degli smartphone (nella sezione App per Android e in Privacy di iOs) è possibile disabilitare l’accesso al telefono ed ai dati, o limitarne l’autorizzazione al solo momento in cui stiamo realmente usando l’applicazione, e toglierla quando smettiamo di utilizzarla.
  • Disattivare la geolocalizzazione: in questo modo si evita, ad esempio, di ricevere consigli e inserzioni ad hoc in base a negozi che abbiamo visitato anche una sola volta
  • Attivare la navigazione in incognito: tutti i browser danno la possibilità di attivare la navigazione in incognito. Questa modalità impedisce che il browser memorizzi la cronologia di ricerca, i cookie, la cronologia dei download o le credenziali d’accesso degli account.
  • Per navigare in modo anonimo e celare anche altri dati, oltre quelli indicati nella navigazione in incognito, è consigliato utilizzare una VPN leggera.
  • Gli store ufficiali non sono totalmente privi di app dannose, molto spesso capita di trovare link di download esterno che si rivelano tentativi di phishing, come è accaduto anche per l’app Immuni. Dai c.d. store alternativi, il rischio di imbattersi in app dannose che mirano a catturare dati personali è ancora più grande. È consigliabile dunque muoversi su canali ufficiali.
  • Più attenzione anche ai contenuti postati sui social, dai quali spesso è possibile tracciare la posizione o altre informazioni utili a profilare un’utente.

Per concludere, vogliamo sottolineare che la raccolta e la rivendita di dati si muove in un ambiente di semilegalità, a seconda del paese, anche se in generale è chiaro che mancano normative chiare ed esaustive in materia. In Europa siamo un po’ più protetti grazie al GDPR, ma anche qui i nostri dati vengono raccolti e rivenduti tramite mille vie traverse che aggirano i controlli sulla privacy.

È importante essere consapevoli di questo fenomeno, innanzitutto per immunizzarci contro la comunicazione persuasiva di chi utilizza dati personali, ma anche per capire il valore delle informazioni.

Davide

Davide, 46 anni, appassionato di tutto ciò che riguarda al tecnologia; videogamer per hobby vorrei trasmettere la mia passione a tutti gli utenti e, magari, anche aiutare chi ne sa poco o nulla.

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