
I prezzi delle criptovalute influiscono sulla sicurezza informatica
Il mercato delle criptovalute continua ad evolvere senza sosta. Sulla scia delle misure di repressione in Cina, le perdite sono di oltre 1.300 miliardi di dollari, dopo il picco del 12 maggio, giorno in cui il miliardario Elon Musk ha annunciato su Twitter che Tesla non avrebbe più investito o accettato bitcoin a causa del suo elevato impatto ambientale. Eppure nei mesi precedenti, il valore di mercato delle criptovalute ha superato i 2 trilioni di dollari per la prima volta nella storia e il bitcoin, la più grande forma di valuta digitale, ha raggiunto il record di oltre 61.000 dollari.
Le istituzioni finanziarie su questo sono concordi: la scelta di investire presenta grossi rischi, a causa dell’elevata volatilità del segmento di mercato. Significa che le quotazioni dei token salgono e scendono molto velocemente e questo può creare fortune e polverizzare risparmi.
Inoltre, investire in criptovaluta presenta un peculiare problema diverso dagli altri investimenti: ci si espone agli attacchi degli hacker.
I criminali informatici utilizzano il malware cryptominer per dirottare i dispositivi delle vittime e utilizzare la loro potenza di elaborazione per estrarre segretamente le criptovalute. La prevalenza di questi attacchi è direttamente correlata ai cicli di mercato delle criptovalute. Sebbene questi tipi di attacchi esistano da un po’ di tempo, sono venuti alla ribalta nel 2017-2018 quando i valori delle criptovalute sono saliti alle stelle durante l’ultima bolla.
Lo studio sulle minacce endpoint dell’ultimo Internet Security Report di WatchGuard mostra che quando i prezzi hanno iniziato a salire dopo i minimi del 2018-2019, il volume dei rilevamenti di malware cryptominer è stato superiore del 25% nel 2020 rispetto al 2019. È possibile prevedere che questa tendenza continui seguendo i cicli del mercato delle criptovalute.
Bisogna tenere a mente che anche quando il mercato crollerà di nuovo, i cryptominer non se ne andranno completamente. I criminali informatici continueranno ad aggiungere moduli di cryptominer alle botnet esistenti per generare entrate passive in criptovaluta e dunque minare la sicurezza informatica. Poiché la maggior parte di queste minacce proviene da messaggi di phishing, il modo più semplice per ridurre il rischio consiste nel trattare tutti i collegamenti e gli allegati in qualsiasi forma di comunicazione non richiesta con estremo scetticismo.
