
Smart working e nomadismo digitale: come essere sostenibili con il lavoro
Oggi come oggi il lavoro si fa sempre più spesso digitale. Lo smart working è ormai diventato una realtà quotidiana per molti professionisti italiani, compresi i dipendenti di diverse aziende. Naturalmente per i freelance legati al digitale il lavoro in remoto non rappresenta più da tempo una novità. Al tempo stesso, in tanti ancora non sanno che lo smart working e il nomadismo digitale possono diventare strumenti utili anche per la sostenibilità.
La sostenibilità dello smart working e degli smartrekker
Per prima cosa, ci sono alcuni aspetti endemici dello smart working che lo rendono sostenibile. Si parla ad esempio dell’abbattimento dei consumi di carburante, dovuti al fatto che non si prende l’auto per andare in ufficio, e il conseguente calo delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Ci sono alcuni studi che confermano quanto segue: quattro giorni di smart working alla settimana possono abbattere del 10% le emissioni di biossido d’azoto (NO2).
Un discorso a parte va fatto per il nomadismo digitale, ovvero il fenomeno che vede coinvolti i freelance che viaggiano di paese in paese, liberi di svolgere la propria professione da casa (o da qualsiasi altro luogo o postazione). Può essere utile citare il trend degli smartrekker, ovvero l’esatto opposto del “classico” lavoratore in smart working che passa decine di ore di fronte allo schermo del computer. Questi professionisti del digitale, infatti, amano lavorare immersi nella natura e seguendo una vita particolarmente attiva, fra trekking e scalate, passeggiate nei boschi e avventure nella selva. L’aspetto interessante è che i datori di lavoro, spesso, non hanno idea di tutto questo: gli smartrekker, infatti, tengono molto alla propria privacy.
Le professioni preferite dai lavoratori giramondo
Può un insegnante lavorare e al tempo stesso girare il mondo? Assolutamente sì, soprattutto se si parla dei professionisti che offrono corsi e lezioni online, in videoconferenza. Oggi esistono infatti diverse piattaforme di e-learning che mettono in contatto gli insegnanti con i potenziali studenti interessati, facilitando la vita ad entrambi.
Naturalmente in questa lista di professioni non potremmo non inserire il web developer, ovvero colui che si occupa di sviluppare gli applicativi online, sia in back end che in front end. Lo sviluppatore web, come viene approfondito anche da Epicode, è un lavoro che può essere svolto in qualsiasi parte del mondo, in totale indipendenza e senza vincoli, ed è anche una delle professioni più ricercate degli ultimi anni.
Si chiude con il copywriter, ovvero la “penna” che ha il compito di raccontare un brand e i suoi prodotti, curando le campagne pubblicitarie e molto altro: è una professione molto antica, ma che oggi può contare sul canale web, e su opportunità che vanno ben oltre il classico impiego da ufficio.
