venerdì, Settembre 11, 2026
Sicurezza

Consumatori italiani poco attenti alla cybersecurity tra le pareti domestiche

 

Chi naviga in rete utilizzando la propria rete domestica ha un atteggiamento troppo rilassato di fronte alle minacce informatiche. A rivelarlo è una nuova indagine condotta da Cisco, secondo la quale gli attacchi che sfruttano l’ingenuità di utenti inconsapevoli stanno diventando sempre più frequenti, con impatti significativi anche sulle reti aziendali.

La ricerca è stata condotta con l’obiettivo di comprendere in che modo gli utenti utilizzano i dispositivi personali per svolgere le normali attività lavorative: il 71% degli intervistati ha dichiarato di inviare mail di lavoro dal proprio PC o smartphone, il 54% di effettuare chiamate di lavoro, il 56% di condividere documenti aziendali.

Su oltre 1.000 intervistati nel nostro Paese, il 20% ha 3 dispositivi connessi in rete nella propria abitazione, il 19% ne ha 4, il 13% ne ha 5, mentre il 62% utilizza prevalentemente un telefono personale per lavoro.

In un contesto di aumento globale della criminalità informatica a tutti i livelli, gli intervistati manifestano preoccupazione, con il 56% che ammette di temere che i propri dispositivi personali vengano violati. Nonostante però questo senso di allarme e il numero di dispositivi connessi condivisi in casa, il 18% non ha mai cambiato la password del proprio Wi-Fi.

Il rischio, tuttavia, non si nasconde soltanto all’interno delle mura domestiche. Molte persone oggi lavorano in spazi pubblici o mentre sono in viaggio. Essere “always-on” comporta per molti accettare dei compromessi quando si tratta di avere connettività: oltre il 60% degli intervistati ha ammesso di aver utilizzato reti Wi-Fi pubbliche, come quelle di bar, aeroporti e ristoranti, per svolgere attività lavorative.

Per colmare le lacune in materia di cyber scurezza occorre sensibilizzare le persone, alzando il loro livello di attenzione e facendo loro comprendere i rischi a cui i loro dispositivi sono quotidianamente esposti.

Di fronte alla domanda su quali fossero i principali interlocutori in tema di sicurezza informatica, i consumatori italiani hanno dichiarato di consultare principalmente gli amici e la famiglia (30%), i media (34%) e i social media (25%).

È impossibile cancellare l’errore umano, ma si possono fare molte cose per mitigarlo. Le aziende dovrebbero ad esempio conservare i dati in modo sicuro nel cloud e consentire l’accesso zero trust, allineando tutti gli accessi alle esigenze e al contesto individuali. Allo stesso modo, il controllo dell’accesso ai sistemi cloud tramite un’architettura Secure Access Service Edge (SASE) offre ai team di sicurezza visibilità e controllo sull’accesso remoto. Il lavoro ibrido è il futuro del lavoro, e quindi una strategia e un investimento solidi su dispositivi, protocolli e sicurezza sono fondamentali. Se c’è un momento in cui le aziende devono fare ordine, il momento è questo.

Davide

Davide, 46 anni, appassionato di tutto ciò che riguarda al tecnologia; videogamer per hobby vorrei trasmettere la mia passione a tutti gli utenti e, magari, anche aiutare chi ne sa poco o nulla.

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