
QUIP: La nostra intervista a Bret Taylor
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Quip è una efficace suite di produttività mobile, che facilita il lavoro in team, lanciata nel 2013 dall’omonima azienda, fondata appena un anno prima dall’ex Google Product Manager ed ex-CTO di Facebook, Bret Taylor, e dal creatore di Google App Engine e Google Suggest, Kevin Gibbs.
Quip combina in una unica soluzione, chat, editors di documenti tra cui uno specifico per le checklists e la possibilità di lavorare offline (creare nuovi files o modificare quelli esistenti) sincronizzando poi i nuovi dati, una volta ristabilito il collegamento alla rete. E’ assicurata inoltre la piena compatibilità con Word ed Excel.
Uno dei focus di questo software, è sicuramente la collaborazione tra più utenti, magari facenti parte di un team di lavoro, che possono accedere, in contemporanea, allo stesso documento e modificarlo “in diretta”, aggiungendo commenti e discutendo attraverso le già ricordate chats. Si può fare affidamento, inoltre, sulla versatilità delle cartelle condivise per portare a termine il proprio obiettivo. Molte aziende, in particolar modo multinazionali statunitensi, si sono avvalse delle funzionalità offerte da questa suite, premiata nel 2013 con numerosi riconoscimenti.
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Quip è disponibile per Mac (10.8+), Windows (7+), iPhone (iOS 7+), iPad (iOS 7+), Apple Watch, Android phones (4.0.3+), Android tablets (4.0.3+), ed in versione web su quip.com (Chrome, Safari, o Firefox), gratuitamente per la versione base (estremamente limitata nelle funzioni), a 12$ per utente al mese, nella versione Business, mentre per la variante Enterprise occorre contattare l’azienda direttamente, per determinare il costo delle licenze.
Techdifferent ha avuto l’onore di rivolgere alcune brevi domande a Bret Taylor, che come ricordavamo prima, è il co-fondatore di questa interessante realtà.
Bret è stato, in precedenza, Chief Technical Officer di Facebook e prima ancora dell’esperienza maturata in Google, ha conseguito la Laurea ed un Master in Computer Science presso la rinomata facoltà di Stanford.
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TD: Come mai la scelta del nome Quip?
BT: Volevamo un nome che fosse breve e semplice, più brioso della maggior parte dei nomi assegnati a software aziendali. La nostra intenzione era richiamare una idea di divertimento ed evocare semplicità nei nostri clienti, senza sembrare troppo eccentrici per i partners del comparto Business.
TD: Come è iniziato questo progetto?
BT: Quando abbiamo iniziato, il nostro obiettivo era creare prodotti adatti al business, ma anche divertenti da utilizzare. E’ un vero peccato che i softwares che si utilizzano al lavoro siano “vecchi”, con un design poco ispirato e che paghino il passare degli anni. La nostra idea è che il tempo speso al lavoro debba essere composto anche da esperienze soddisfacenti, cioè quelle che ci si dovrebbe attendere dalle applicazioni attuali. La nostra missione è quella di costruire una suite dedicata alla produttività per l’era mobile.
TD: Quanto pensate sia difficile oggi mantenere una piena compatibilità tra i diversi programmi e servizi di cui gli utenti si servono, come ad esempio MS Office, Dropbox, OneDrive ecc…?
BT: Una buona parte dei motivi per cui abbiamo creato Quip è questa. Tradizionalmente è piuttosto complicato, per gli utenti, collaborare sfruttando differenti programmi ed interfacce utente.
Quando una azienda sceglie il nostro software, decide di intraprendere un cambio significativo, per consentire ai propri processi di essere più rapidi, semplici e trasparenti.
TD: Parlando di OS e dispositivi, l’esperienza di utilizzo di Quip è realmente la stessa passando da un iPad ad un PC, ad uno smartphone Android?
BT: Questo è stato il nostro scopo originario. Mantenere l’esperienza d’uso più simile possibile tra i vari devices, cosicché ogni modifica che viene effettuata dal proprio desktop è automaticamente sincronizzata sul proprio smartphone o tablet e gli utenti possono navigare all’interno della app nella stessa identica maniera. In più, nel caso di iPhone od iPad, Quip supporta anche la funzionalità di Apple, Handoff che consente di iniziare la stesura di un documento sul proprio Desktop e riprendere ad editarlo sull’iPhone, ad esempio, da dove ci eravamo fermati, con un semplice swipe del dito.
TD: Esiste un limite al numero di utenti che può accedere allo stesso documento, nello stesso frangente?
BT: No.
TD: Parlando della tua biografia e di quella di Kevin (Gibbs), entrambe provenite da una notevole esperienza maturata in Google. Pensi che se il vostro inizio fosse stato in una azienda differente, sarebbe cambiato il vostro approccio lavorativo e avreste avuto il medesimo successo?
BT: Difficile da dire. Google è stata una fantastica azienda per la quale lavorare e sia io che Kevin abbiamo speso un buon numero di anni formativi, al suo interno. Se avessimo avuto un punto d’inizio diverso, avremmo sicuramente sviluppato differenti abitudini e formato idee relative alla produttività, molto diverse.
TD: Quip è composto da un Team di 26 persone. pensate di aumentare questo numero in un prossimo futuro?
BT: E’ vero. Siamo solo in 26, ma stiamo costruendo, intenzionalmente, una azienda “agile” ma con esperienza. Dei 26 colleghi che compongono il nostro team, 21 hanno maturato più di 10 anni di lavoro in alcune delle più grandi compagnie tech, della Silicon Valley.
TD: Cosa ci puoi dire delle misure di sicurezza che adottate, in particolare, per le aziende di grandi dimensioni?
BT: Abbiamo costruito Quip per essere un prodotto aziendale. Supportiamo già alcune delle realtà con il più elevato tasso di crescita.
Il nostro team di produzione proviene da Facebook e Google e vanta una notevole esperienza nella gestione di siti web. Adottiamo le “best practices” Standard per i servizi Cloud, incluse la connessione HTTPS ai nostri servers, Firewalls a protezione dei database e backup esterni dei files dei nostri clienti. Inoltre ci affidiamo alla sicurezza fornita dal nostro provider Amazon Web Services (AWS).
TD: Quip può essere utilizzato, gratuitamente, da un singolo, o pagando il prezzo di 12$ per utente per mese, nel caso di aziende. Questi abbonamenti hanno successo indipendentemente dalla zona geografica. Immaginiamo però che il vostro mercato di riferimento siano ancora gli Stati Uniti, se parliamo di Quip Enterprise. Pensate che la situazione cambierà in futuro?
BT: Assolutamente sì. Siamo in continuo contatto con i nostri clienti in Europa ed Asia, per aiutarli nel condurre i propri affari in maniera ancora più efficiente. Alcuni di essi svolgono una significativa quantità di operazioni a livello globale. Ci aspettiamo di stringere accordi commerciali in ogni area geografica.
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Ringraziamo Brett Taylor per la sua disponibilità ed auguriamo a tutto il suo Team un grosso “in bocca al lupo”.
Maggiori informazioni sulle caratteristiche di Quip possono essere ottenute visitando l’indirizzo che vi riportiamo qui sotto.
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