sabato, Luglio 11, 2026
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Bioprinting 3D: la nuova frontiera della chirurgia ed ortopedia

La stampa 3D, originariamente nata per la realizzazione di modelli 3D destinati a designer e progettisti, a poco a poco ha preso ad essere utilizzata anche in altri ambiti e sta vivendo oggi un importante momento di sviluppo. Uno dei settori su cui maggiormente si è fantasticato con questa tecnologia è sicuramente quello medico-sanitario. La realizzazione facile e personalizzata di impianti da inserire nel corpo è sempre stato uno degli obiettivi da raggiungere. Adesso, grazie al Bioprinting 3D, si può affermare che la strada intrapresa è quella giusta infatti le applicazioni in ambito ospedaliero si stanno moltiplicando e dai semplici reticoli di supporto per le cellule ci si sta spostando verso vere e proprie protese realizzate ad hoc per ogni singolo paziente. È possibile realizzare impianti, cartilagini ed innesti muscolo-scheletrici con tessuti bioattivi destinati destinati alla medicina rigenereativa.

Il vero e proprio obiettivo del Bioprinting 3D è però la realizzazione artificiale di veri e propri organi sostitutivi da poter impiantare direttamente nei pazienti . Per questo il lavoro è ancora molto lungo ma gli studi sulle cellule staminali stanno proseguendo e questo potrebbe permettere di risolvere anche l’annoso problema del rigetto. La stampa di organi metterebbe anche fine all’elevato numero di persone morte nell’attesa di un organo compatibile per il trapianto.

Se questo tipo di impiego della stampa 3D è reale ma ancora un po distante dall’essere alla portata di tutti, un impiego molto più concreto Edges, la nuova generazione di tutori alla moda e belli da indossare.

Le geniali studentesse del Politecnico di Milano Michela Cavalleri e Sarah Richiuso hanno intuito che il mercato dei tutori era ormai arrivato ad un punto morto ed hanno quindi deciso di investire nella realizzazioni di nuove tecnologie non solo in grado di essere efficaci dal punto di vista medico, ma anche di essere oggetti da mettere in bella vista.

Fino ad ora indossare un tutore è sempre stato visto come un qualcosa che andava celato, adesso il miglior modo per nasconderlo è esaltarlo e renderlo talmente naturale che sia possibile indossarlo anche una volta terminata la reale necessità curativa.

Tra accessori che aiutano il superamento di problemi fisici e componenti che effettivamente cureranno l’organismo, ci stiamo avvicinando ad un mondo in cui la cura di determinate patologie e la realizzazione di parti del corpo sarà sempre più su misura e studiata appositamente per l’individuo che ne necessita.

Probabilmente dovremo attendere ancora anni per arrivare ad una medicina di questo tipo ma la stra è ormai tracciata!

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razzox

Ragazzo di 28anni appassionato di tecnologia e di telefonia in particolare. Si è avvicinato al mondo del blogging con un precedente progetto ed ora porta le sue conoscenze e la sua passione a tutti gli utenti. Attualmente è co-fondatore e co-amministratore di TechDifferent.it. Test, prove e guide sono il suo pane quotidiano!

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