
Canon Come and See, parola chiave: Cambiamento!
Abbiamo partecipato all’incontro di Canon in cui è stato presentato il nuovo A.D. del distaccamento italiano dell’azienda, in carica da ormai sei mesi. Questa scelta ha portato una ventata di aria fresca in tutto ciò che riguarda Canon e del suo modo di aprirsi al pubblico. Ma andiamo con ordine.
“Oltre la fotografia c’è un mondo che non ci si aspetta“. E’ stato questo l’esordio del nuovo Amministratore Delegato Enrico Deluchi: accanto aveva l’immagine di una catena montuosa ripresa dall’alto, coperta di nubi. “Ora vogliamo spazzare via queste nubi e far vedere a tutti cos’è veramente Canon“. Promettente.
Innanzitutto una piccola lezione di storia, visto che quest’anno Canon spegne la sua ottantesima candelina. L’azienda è nata come sfida tra due team di ingegneri: uno tedesco e uno giapponese. La seconda squadra voleva dimostrare di essere in grado di realizzare una macchina fotografica in grado non solo di competere, ma addirittura di superare quella di fabbrica tedesca: nacque così Kwanon, che fu la vera e propria iniziatrice della multinazionale che noi tutti conosciamo oggi.
Deluchi (ritratto nella foto in basso) ha poi continuato, spiegando come quel successo, successivamente, abbia portato allo sviluppo di mercati adiacenti, primo fra tutti quello delle fotocopiatrici (tra le quali la prima è stata, guarda caso, di marchio Canon): d’altronde il passo è breve se ci si pensa, infatti una macchina di questo genere non fa altro che “fotografare” una pagina e la ristampa. Prima uscirono modelli domestici, successivamente quelli più complessi destinati al mondo business, ma tutto ciò è partito da una semplice idea: la cultura dell’immagine.
Veniamo ai nostri giorni. Oggi l’8% del fatturato di Canon è destinato alla sezione Ricerca e Sviluppo: ciò permette all’azienda di essere tra i leader mondiali nella scoperta di nuove tecnologie. Ogni anno sono infatti depositati oltre 3500 brevetti, e tra questi, nel passato, trovavano posto anche quelli dedicati all’Autofocus e allo Stabilizzatore di immagini, che forse non tutti sanno, essere stati “inventati” proprio da Canon.
Un’altra particolarità dell’azienda sta nel suo motto, anche questo sconosciuto ai più: una semplice parola che però vuol dire tutto. Kyosei, che tradotto significa “vivere e lavorare insieme per il bene comune“. Cosa significa? Una cosa molto semplice, in realtà: per l’azienda è importante il profitto (altrimenti non esisterebbe l’azienda), ma al contrario delle multinazionali americane gli azionisti passano in secondo piano, in quanto il carattere fondamentale è la soddisfazione del cliente. Una lezione per alcune multinazionali d’oltreoceano.
Ancora, Canon cerca di fare il suo anche per quanto riguarda la tutela ambientale: dalla plastica riciclata utilizzata per assemblare le proprie stampanti, al limite di emissioni di CO2 imposto ai propri dipendenti al momento della scelta dell’auto.
Veniamo a Canon Italia: non è un semplice distaccamento di Canon, ma un’azienda in tutto e per tutto italiana. 740 dipendenti (che pagano regolarmente le tasse nel Bel Paese) e sdoganamento dei prodotti assemblati nello Stivale.
Gli obiettivi che, con il cambiamento ai vertici dell’azienda, Canon si dà sono tre:
–Sinergia tra le parti, che si traduce in un “export” del brand Canon dai settori più conosciuti (si legga “fotografia”), a quelli meno noti (videosorveglianza e software).
–Sviluppo dei servizi: un nuovo modo di interagire con la community attraverso l’offerta di nuove possibilità per gli utenti finali, ultima delle quali svelata a Photokina, cioè il servizio HD Photobook, cioè la stampa di libri fotografici digitali, tramite cloud.
–Dialogo: forse si tratta della sfida più grande, in quanto il modo di comunicare con il cliente verrà stravolto. Nei commercial non verremo più assillati con le caratteristiche tecniche di un prodotto o con un linguaggio “lontano” per i non facenti parte del settore, ma piuttosto verrà utilizzato un linguaggio che crea curiosità, nel quale non viene menzionato il prodotto, o solo marginalemente (gli ultimi spot di Apple potrebbero rendere l’idea, anche se in confronto sono più “brandizzati”). Proprio per rendere meglio questo concetto abbiamo filmato in anteprima uno di questi spot, vi sfidiamo a riconoscere che sia Canon!
E’ poi venuto il tempo (seppur ristretto) delle domande:
La prima è stata rivolta verso il 4K e la sua evoluzione. La risposta è stata molto semplice: Canon è leader con il suo settore EOS Cinema (usato anche recentemente per film di successo come Rush) e a breve ci si dovrà aspettare una rivoluzione come è stato per il Full-HD: nuovi televisori, nuovi canali e nuovi decoder per le pay-tv. Il grande problema è che mancano i contenuti, ma anche qui Canon non si fa desiderare: fornisce la strumentazione e la tecnologia per produrre in 4K, così come anche i broadcast per l’immissione in rete. La chiusura della risposta è stata sbalorditiva: “[…] Non abbiamo creduto nel 3D, ma stiamo inziando a parlare di 8K“.
La seconda domanda è stata più “fotografica”: “Come si può riuscire a proporre un vero valore aggiunto? Come invogliare a stampare le fotografie?“. Dopo l’ammissione che in generale si stampa meno in proporzione all’aumento delle foto scattate, è stato riferito che sono stati creati dei laboratori per la condivisione e la stampa diretta tramite cloud, che, secondo l’azienda, è la direzione da prendere in un momento in cui i servizi on-line vanno per la maggiore. Per quanto riguarda il valore aggiunto è stato fatto l’esempio della 7D Mark II che porta le features da top in una reflex amatoriale (nda: non credo sia stato fatto un esempio lampante, un fotoamatore ci potrebbe pensare bene prima di andare a spendere una cifra a quattro zeri per una reflex. Inoltre nelle fasce più basse questo valore aggiunto manca e da questa risposta si può capire che mancherà ancora).
La conferenza si è chiusa con una terza domanda:”Come invogliare alla fotografia di qualità?”
Risposta semplice e concisa:”Si deve raccontare una storia, non le caratteristiche del prodotto“.
Vedremo se la strada intrapresa da Canon si rivelerà corretta per dare una spallata decisiva a Nikon e a brand che si fanno sempre più spazio nel panorama fotografico (e non solo). Da oggi state pur certi che ci sarà un bel taglio con il passato!


