
Cyberbullismo e Zoombombing: ce ne parla Panda Security
Il massiccio ricorso allo smart working e la didattica a distanza hanno incrementato l’uso di piattaforme (Zoom) per le videoconferenze, tra queste Zoom è stata quella che ha visto l’aumento maggiore del traffico giornaliero. Proprio questa popolarità, unita ad alcuni bug strutturali, ha creato il fenomeno dello Zoombombing. Gli hacker attaccano le videochiamate pubbliche con contenuti razzisti, pornografici o volgari, spesso utilizzati come “grimaldello” per rubare dati o introdursi nelle reti private. Le intrusioni dei bulli, durante le lezioni online su Zoom, mirano invece a ostacolarne lo svolgimento oppure hanno fini denigratori verso compagni e docenti.
La piattaforma Zoom ha annunciato il 9 maggio un aggiornamento per garantire maggiore sicurezza: per le videochiamate organizzate tramite Personal Meeting ID è stata attivata una “sala d’attesa” così che l’ingresso nella conversazione è ora soggetto ad un via libera da parte dell’host. Inoltre, la condivisione dello schermo è consentita di default solo a chi ospita il meeting.

Tuttavia, rimangono diverse lacune di sicurezza, come la mancanza della crittografia end-to-end. I cyberbulli spesso riescono ad accedere alle lezioni delle proprie vittime utilizzando altri account o semplicemente perché autorizzati da un docente ignaro dei loro reali intenti.
Ci sono varie precauzioni che si possono adottare per proteggersi dallo zoombombing, ecco i principali suggerimenti di Panda Security:
- Password per accedere alla riunione – Nelle impostazioni della riunione selezionare “Pianifica Riunioni” e scegliere “Richiedi password” per introdurre un codice in nuove riunioni o per richiederlo in quella corrente.
- Disabilitare i trasferimenti di file durante le riunioni – nell’opzione “Gestione utenti” > “Selezionare Gestione gruppi” per poter disabilitare il trasferimento file.
- Bloccare un’ospite del meeting – nel caso in cui un utente malintenzionato riuscisse a unirsi al meeting, l’host avrà comunque la possibilità di rimuoverlo. Gli basterà pertanto premere sul tasto “Rimuovi” accanto al suo nome nel menu “Partecipanti”. Per assicurarsi che un partecipante rimosso non abbia la possibilità di unirsi nuovamente alla call, bisognerà accedere a “Gestione utenti” selezionare “Gestione gruppi” ed entrare nelle Impostazioni. Alla voce “Riunione”, selezionare “In riunione” (di base) e quindi disattivare “Consenti ai partecipanti rimossi di ricollegarsi”.
Lo switch digitale rappresenta un inevitabile step evolutivo del sistema scolastico fornendo numerosi vantaggi ma anche presentando degli inevitabili rischi.
Uno dei quali è appunto il fenomeno dello Zoombombing, che dimostra come la sicurezza di bambini ed adolescenti sia un tema in continuo mutamento, che suggerisce l’adozione di software di protezione efficaci. Ovviamente, anche lo strumento tecnologico più avanzato è insufficiente a proteggerci se non è accompagnato dal buon senso nell’uso della rete.
