
Ecco le città più tecnologiche d’Italia
Secondo il report stilato dallo Smart City 2016, una vera e propria classifica realizzata dalla Ernest & Young in collaborazione con Ericsson, Tim e Indra, le città italiane più hi-tech sono Bologna, Milano e Torino davanti a tutti i 116 centri urbani dislocati sul territorio nazionale.
Secondo il rapporto ufficiale, Roma, la capitale, scivola dal quarto posto del 2004 al nono posto. Ancora peggio è il piazzamento di Verona che passa dall’ottavo al diciottesimo posto. Tra le grandi città non possiamo non menzionare Venezia che invece fa un bel passo in avanti, portandosi dalla trentunesima posizione alla quindicesima. Male il sud, infatti la Sardegna si posiziona all’ultimo posto disponibile preceduta dalle siciliane Enna e Agrigento. C’è da dire però che questa classifica non fa proprio giustizia alla regione sarda che è invece avanti a Milano nei trasporti pubblici, oltre ad essere la prima regione italiana per dotazione hi-tech nelle scuole, raggiungendo l’81% delle aule connesse alla rete

Com’è stata stilata questa classifica? sono stati utilizzati 470 indicatori diversi. Dai servizi, alle app, all’uso di sensori, alle infrastrutture e le reti. Sono sei grandi aree, che comprendono tanto le reti di telecomunicazione, il trasporto, la vivibilità, l’accesso alla pubblica amministrazione. Per la prima volta poi è stata misurata anche la capacità di progettazione, la visione strategica.
Come riporta il sito di repubblica, questa è la classifica finale.
Prime venti in classifica
Bologna
Milano
Torino
Mantova
Parma
Trento
Brescia
Reggio Emilia
Roma
Firenze
Modena
Genova
Padova
Bergamo
Venezia
Lodi
Bolzano
Verona
Piacenza
Monza
Le ultime venti:
Rieti
Campobasso
Frosinone
Viterbo
Carbonia
Imperia
Latina
Fermo
Caltanissetta
Avellino
Trani
Messina
Lanusei
Crotone
Catanzaro
Villacidro
Vibo Valentia
Trapani
Agrigento
Enna
Sanluri
Un rapporto interessante, che fa capire come il nostro paese, comunque indietro rispetto alla media mondiale, si stia muovendo per cercare di raggiungere lentamente livelli più avanzati. Di strada ce n’è ancora molta da fare. L’unica cosa che emerge con certezza è che in Italia ci si muove in maniera frammentaria, ovvero non ci sono standard nazionali e quindi ogni città ha i suoi pregi e i suoi difetti, proprio come spiegato più sopra per la regione sarda.
