mercoledì, Settembre 9, 2026
Sicurezza

Ecco quanto costano i nostri dati nel Dark Web

 

Nonostante la consapevolezza delle persone sui temi legati alla privacy sia in aumento, la maggior parte degli utenti ha ancora solo una comprensione di base del perché sia importante. Addirittura il 43% dei Millennials italiani pensa di essere troppo noioso per attirare l’attenzione dei criminali informatici. Eppure non è così. Ad esempio, il doxing, che in un certo senso è molto simile al cyberbullismo, può colpire qualsiasi utente che decide di esprimere la propria opinione online o che in qualche modo non è conforme agli standard soggettivi di altri utenti.

Il doxing è la pratica per cui un utente condivide le informazioni private di un’altra persona senza il suo consenso con l’obiettivo di metterla in imbarazzo, ferirla o metterla in pericolo. In generale, gli utenti non si aspettano che le informazioni personali possano diventare di dominio pubblico e, anche chi lo immagina, non è consapevole dei danni. Ma come dimostrato da diversi casi, il doxing può trasformarsi in qualcosa di davvero molto pericoloso ed è in grado di consentire a utenti malintenzionati di hackerare l’account della vittima. Si tratta di un servizio che oggi viene offerto nel dark web.

Quanto costano i nostri dati?

Dettagli della carta di credito: da 5 a 16 euro

Scansione della patente: da 4 a 21 euro

Scansione del passaporto: da 4 a 13 euro

Servizi in abbonamento: da 0,40 centesimi a 7 euro

Dati identificativi (nome completo, codice fiscale, data di nascita, email e numero di cellulare): da 0,40 centesimi a 8 euro

Selfie con i documenti (passaporto, patente): da 33 a 50 euro

Cartelle cliniche: da 0,84 centesimi a 25 euro

Conto corrente bancario: da 1/10% del valore

Conto PayPal: da 42 a 418 euro

Per comprendere meglio come le informazioni personali degli utenti possano essere sfruttare se finiscono nelle mani sbagliate, Kaspersky ha analizzato le offerte attive su 10 forum e mercati darknet internazionali. La ricerca ha dimostrato che l’accesso ai dati personali può costare da un minimo di 42 centesimi di euro per l’acquisto dei dati anagrafici e dipende dal dettaglio e dell’ampiezza dei dati offerti. Alcune informazioni personali tra quelle vendute nel dark web rimangono invariate rispetto a quelle richieste dieci anni fa cosi come sono rimasti invariati i prezzi. Parliamo dei dati delle carte di credito, dell’accesso ai servizi bancari e di pagamento elettronico.

Sono emersi anche nuovi tipi di dati. Questi includono ad esempio le cartelle cliniche e i selfie con i documenti di identificazione, che costano fino a 33 euro. L’aumento del numero di foto in cui vengono mostrati i documenti e di schemi di attacco che le utilizzano riflette anche un trend nei “cybergood game”. L’abuso di questi dati comporta conseguenze piuttosto significative, come l’appropriazione dell’identità di altre persone.

Significative sono anche le conseguenze dell’abuso di altri tipi di dati personali. I dati venduti nel dark web possono essere utilizzati per estorsioni, truffe, schemi di phishing e per il furto diretto di denaro. Alcuni tipi di dati, come l’accesso a conti personali o a database di password, possono essere utilizzati in modo abusivo non solo per fini di lucro, ma anche per danni alla reputazione e sociali, tra cui il doxing.

Davide

Davide, 46 anni, appassionato di tutto ciò che riguarda al tecnologia; videogamer per hobby vorrei trasmettere la mia passione a tutti gli utenti e, magari, anche aiutare chi ne sa poco o nulla.

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