
FIFA 15: la non-recensione [editoriale]
89esimo minuto. Anfield. Liverpool-Manchester City. Un solo risultato utile per la squadra che rappresenta la città natale dei Beatles: la vittoria. Daniel Sturridge firma il 2-0 su assist di Coutinho. Anfield esplode. La telecamera inizia a sobbalzare, riprendendo la gioia incontenibile di una squadra incredula e l’amarezza degli avversari con Jovetic che ha le mani nei capelli, Joe Hart che urla contro i compagni e con Dzeko piegato a centrocampo sulle ginocchia. La palla torna a centrocampo e realizzi qualcosa: le tue orecchie sentono distintamente uno stadio che intona “You’ll Never Walk Alone“.
Ma tu non sei lì, non ad Anfield, non a Liverpool e, a ben vedere, nemmeno in Inghilterra: sei sul tuo divano, con un controller in mano e il pc attaccato alla presa HDMI del televisore. Non stai guardando Sky o Mediaset Premium, e nemmeno qualche video su Youtube. L’hai appena segnato tu quel gol e tutto lo stadio ti sta celebrando. Ancora incredulo vedi la coppia d’attacco del City portare la palla a centrocampo e battere la ripresa del gioco.
Ecco: FIFA 15 è tutto questo e molto di più.
Riavvolgiamo il nastro e facciamo un po’ di chiarezza: è uscita la demo di FIFA 15 da un paio di giorni e quindi non si può pretendere di fare una recensione del gioco su una demo, anche se un gran numero di nuove features si possono già gustare, e da qui il titolo. Inoltre non vi starò ad elencare tutto ciò che c’è di nuovo (non saremmo Different altrimenti), ma voglio riportarvi un’esperienza, l’impatto che il nuovo titolo ha avuto su di me.
Avviata la demo saremo catapultati in una finale, tra le due squadre sopra citate e dovremo (ovviamente) cercare di vincere la partita. Tutto ciò in uno stadio gremito, con le telecamere che staccano dai calciatori al pubblico di tanto in tanto. Il gioco scorre fluido, l’atmosfera c’è e il campo si rovina con l’andare della partita. I giocatori si arrabbiano con i compagni, il portiere fa lo stesso con la difesa e l’arbitro ammonisce. Insomma cosa c’è di strano? “Nulla”, mi direte. Esatto.
Quello che ha fatto quest’anno EA Sports ha dell’incredibile e vado subito a spiegarvi il perchè. L’anno scorso all’uscita di FIFA 14 ero rimasto piacevolmente impressionato dal realismo nel controllo di palla dei giocatori, dai passaggi sbagliati tra i compagni di reparto (è realtà anche questa) e dalle papere di portieri anche forti (queste forse un po’ troppe, a dire il vero), ma c’era una particolarità: era un gioco, e si vedeva.
Nella nuova edizione sono state migliorate parecchie cose riguardanti il gameplay, anche grazie all’implementazione del motore di gioco Ignite: nuove animazioni, nuovo comportamento dei portieri, nuove esultanze. Ma quello che salta subito all’occhio è come l’esperienza sia più “televisiva”: filmato pre-gara, replay delle azioni, e film della partita al termine della stessa sono quelle implementazioni che iniziano a far perdere la linea sottile che separa finzione e realtà. Non solo: la UI è rimasta molto simile a quella dell’anno scorso, la telecronaca (almeno quella italiana) è cambiata, visto che Caressa e Bergomi hanno ceduto lo scettro a Pardo e Nava e sono stati acquisiti tutti i diritti della Premier League, che tradotto significa squadre reali (ma non è una novità) e stadi reali anche per le squadre meno blasonate (il West Ham giocherà finalmente ad Upton Park, per esempio), ma non è finita qui. You’ll Never Walk Alone: gli inni. Ogni squadra avrà il suo. Sembra poco, ma fidatevi, non lo è.
Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici: anche a qualità grafica bassa, FIFA fa il suo dovere rendendo piacevoli le partite, ma è con l’impostazione massima che i nostri occhi gioiranno. Sentire uno stadio che canta per la tua squadra è una sensazione fantastica, vedere il replay a velocità normale per poi passare in slow-motion al momento clou è pazzesco.
In estrema sintesi: FIFA 15 è riuscito nel migliorare il comparto tecnico già molto buono del suo predecessore, ma non è questo che stupisce. La vera novità è il voler uscire dal guscio, il non voler essere più solo un videogioco, ma per la prima volta voler competere con la realtà.
FIFA 15 non sarà solo un gioco, sarà emozioni. Entra in campo.


