
Intelligenza artificiale ed e-commerce: la svolta dei chatbot
La scelta di sbarcare sul web aprendo una vetrina digitale bella e interessante, destinata ad allargare il bacino di utenti e clienti oltre che a massimizzare il fatturato, è senza dubbio intelligente e destinata a interpretare il cambio di prospettiva avvenuto in tempi recenti, quanto a modalità preferite per lo shopping. La strategia dell’aggressività (pop up, e-mail e newsletter troppo frequenti) non sembra essere la via migliore per accattivarsi la simpatia del pubblico, anzi scegliendo di agire in questo modo – puntando a vendere qualcosa ad ogni costo – l’unica cosa che si potrà ottenere sarà l’abbandono dello store digitale.
Sappiamo bene che la soglia di attenzione sul web è molto volatile, il rischio di vedere le persone andare via dalla piattaforma non può essere del tutto escluso. Certo è che agendo sul miglioramento della ‘user experience’ si potrà favorire la permanenza sul sito e dunque ottenere una conversione, grazie a un’esperienza di navigazione altamente personalizzata.
E’ qui che interviene l’intelligenza artificiale, il cui ultimo gioiello è rappresentato da una schiera di chatbot sempre pronti a supportare l’utente offrendo informazioni, consigli e soluzioni (anche in fase di post-vendita). Scegliere di attivare un chatbot a supporto del proprio sito di e-commerce sarà molto utile anche perché – prima di arrivare a cliccare sul carrello e a completare l’acquisto con Paypal o altre metodologie di pagamento – l’utente sarà sempre portato a fare domande sull’azienda e i suoi prodotti. Domande alle quali risponderanno i chatbot, assistenti virtuali intelligenti.
Una strategia che viene definita ‘marketing conversazionale’
Il marketing conversazionale è la strategia che si basa sull’impiego di chatbot a corredo di un’attività digitale come quella del portale di e-commerce. E’ un approccio soft: si cerca di avvicinare il cliente, facendo scoprire attraverso il dialogo info e valori aziendali oltre che prodotti, senza cercare di vendere qualcosa a prima vista tramite la piattaforma.
La conversazione si svolge in maniera simile a quella che si svolgerebbe in negozio con il commesso e comincia in genere così: ‘Ciao, come posso esserti d’aiuto?’. Il fatto di ricorrere a una chat con messaggi brevi e istantanei riduce i tempi di attesa rispetto a una e-mail (da leggere passivamente). Il chatbot, al quale viene spesso anche assegnato un nome, offre le risposte giuste per invogliare l’utente a fare acquisti. L’ultimo step è infatti quello in cui ci si interfaccia con il gateway di pagamento, canale sicuro per la transazione. Il gateway di pagamento, indispensabile per chi apre un e-commerce, si occuperà della sicurezza nella trasmissione dati e di criptare quelli sensibili (per esempio i numeri relativi alla propria carta di credito). Il chatbot offre suggerimenti e info realmente utili, che dunque l’utente non sarà portato a identificare come ‘spam’.
Grazie al marketing conversazionale diventerà dunque più agevole incrementare il traffico sul proprio store digitale, aumentando di conseguenza anche le conversioni. Questi assistenti virtuali utilizzano l’intelligenza artificiale, che gli consente di usare un tono di voce e un linguaggio naturali. Inoltre agevola la comprensione di abitudini e comportamenti che poi serviranno al chatbot per migliorare il dialogo e il relativo approccio.
