giovedì, Settembre 10, 2026
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Linkedin: i lavoratori italiani in quarantena sono stressati e preoccupati

 

Negli ultimi due mesi, il Coronavirus ha imposto un grande cambiamento nelle vite di molti lavoratori, costringendoli a riadattare la propria quotidianità entro i confini delle mura domestiche.

LinkedIn, la rete professionale più grande al mondo, ha commissionato una ricerca che ha coinvolto oltre 2.000 lavoratori italiani che al momento stanno lavorando da casa a causa del Coronavirus, per capire come il lockdown stia impattando la salute mentale dei lavoratori. La ricerca è inoltre stata commentata dall’Ordine degli Psicologi.

Tra gli intervistati, il 46% afferma di sentirsi più ansioso e stressato per il proprio lavoro rispetto a prima, ma anche di lavorare di più, con il 48% degli intervistati che ammette di lavorare almeno un’ora in più al giorno – il che equivale ad almeno 20 ore (quasi 3 giorni) in più al mese.

A questo si aggiunge il desiderio di dimostrare ai propri capi che si merita il proprio lavoro, il 16% si sente preoccupato che il datore di lavoro lo licenzi, mentre il 19% si sente ansioso e si chiede se la propria azienda sopravviverà.

Questo periodo di lavoro a distanza obbligatorio ha iniziato a offuscare i confini tra il tempo del lavoro e il tempo libero, rendendo difficile staccare la spina. La ricerca ha rivelato che il 22% dei lavoratori si è sentito spinto a rispondere più rapidamente e ad essere disponibile online più a lungo del normale. Il 22% dei lavoratori ha cominciato a iniziare le giornate in anticipo, lavorando dalle 8 alle 20.30, mentre il 24% è ora solito terminare la giornata lavorativa anche dopo le canoniche 8 ore.

Attualmente i lavoratori si sentono pressati dal dover essere costantemente disponibili, ciò ha portato il 21% di loro ad ammettere che faticano a staccare la spina a fine giornata, mentre il 36% ammette che queste nuove aspettative consolidate li hanno portati a “fingere” ogni tanto di essere occupati mentre lavorano da casa.

Mentre lo stress e l’aumento delle ore lavorative legati alla situazione attuale dipingono un quadro negativo, ci sono dei risvolti positivi, il 50% dei lavoratori afferma che questo periodo ha permesso loro di trascorrere più tempo con i propri figli e le proprie famiglie. L’11% dei lavoratori concorda anche sul fatto che questo periodo di quarantena ha avuto un impatto positivo sulle loro relazioni personali. Questo periodo di quarantena ha anche fornito ai lavoratori l’opportunità di mangiare più sano (27%) e di fare più esercizio fisico (14%).

Tuttavia, la ricerca dimostra che dobbiamo usare questo tempo anche per curare il nostro benessere emotivo e psicologico, tanto quanto la nostra salute fisica. Il 18% dei lavoratori ha riferito che la propria salute mentale è stata influenzata negativamente dal fatto di lavorare da casa. Il 27% dei lavoratori ha difficoltà a dormire, il 22% prova una qualche forma di ansia, mentre un altro 26%sente di non essere concentrato durante il giorno. Se questa situazione continua a non essere gestita, i lavoratori potrebbero iniziare a provare un senso di burnout secondo l’Ordine degli Psicologi.

Vista la recente crescita delle conversazioni relative alla salute mentale e al lavoro da casa sulla sua piattaforma, LinkedIn ha chiesto all’Ordine degli Psicologi di commentare la ricerca, per sensibilizzare maggiormente le persone sul tema e incoraggiare a chiedere supporto.

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Davide

Davide, 46 anni, appassionato di tutto ciò che riguarda al tecnologia; videogamer per hobby vorrei trasmettere la mia passione a tutti gli utenti e, magari, anche aiutare chi ne sa poco o nulla.

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