
Messaggistica istantanea: arriva la “Whatsappite”
Passiamo la maggior parte del nostro tempo a tenerci in contatto virtuale con gli altri. Le chat e le applicazioni di messaggistica istantanea fanno la loro parte, permettendoci di mandare e ricevere messaggi, foto e video gratuitamente, servendoci semplicemente di una connessione Internet.
Ma il troppo, alla lunga, qualche danno lo può causare. All’ospedale di Granada, una donna è stata ricoverata per “Whatsappite“. Uno scherzo? No, no. Tutto vero. È stata chiamata “Whatsappite” l’infiammazione ai polsi causata proprio dall’uso eccessivo di Whatsapp, la celebre app di messaggistica istantanea, ormai diffusissima. La donna ricoverata, aveva usato per ben sei ore consecutive Whatsapp, procurandosi in tal modo l’infiammazione ai polsi. Il caso è stato descritto nella rivista Lancet, che ricorda come, negli anni Novanta, si fosse diffusa un’altra infiammazione simile: la “Nintendinite“, un’infiammazione dei pollici causata dall’uso eccessivo del Nintendo.
La “Whatsappite” è stata curata con antinfiammatori e con la prescrizione di astenersi dall’uso di Whatsapp per un po’. La donna in questione, però, ha continuato ad usare costantemente l’applicazione di messaggistica, rendendo la guarigione più lunga. Non so voi, ma io avrei resistito alla tentazione di mandare messaggi.

