venerdì, Ottobre 23, 2026
Sicurezza

Violazione privacy: grave falla nel sito INPS

 

Privacy… Quante volte sentiamo parlare di questo argomento così delicato per tutti noi? Proprio ieri abbiamo avuto dimostrazione che i “poteri forti” non si degnano di proteggerla a dovere; quello che è successo sul sito INPS ha dell’incredibile non solo perchè un utente vedeva a random profili di altri utenti, ma per il fatto che un sito costituzionale non abbia un software che garantisca la privacy dei milioni di cittadini presenti sul database.

Come ben sapete, ieri 1 aprile, è scattata l’ora X per richiedere il reddito di ultima istanza che coinvolge (per ora) autonomi, partite iva, lavoratori dello spettacolo ed agricoli; la richiesta di questo reddito di 600€ va fatta sul sito INPS accedendovi tramite semplice PIN, chi non l’avesse può richiederlo tranquillamente sulla sezione dedicata.

Bene, una volta entrati e compilata la domanda per il reddito di ultima istanza, nella schermata di riepilogo agli utenti appariva il profilo di altri cittadini comprensivo, come ben potete immaginare, di dati anagrafici, IBAN bancario, codice fiscale, contributi e via discorrendo.

Va detto che il server è stato sovraccaricato all’inverosimile ed ovviamente non ha retto andando in tilt ed impedendo a molti di accedervi; ciò però non giustifica la grave mancanza di un software che vada a prevenire queste eventuali problematiche. Vi ricordo che dietro ad ogni sito c’è una figura denominata Webmaster, questa figura va a correggere eventuali errori e controlla il corretto funzionamento del sito anche lato server eventualmente; calcolando che INPS è un ente statale, non avranno solo un webmaster ma molti di più e che sicuramente non vengono pagati 10€/ora ma molto di più (con i nostri soldi ovviamente) dunque sorge spontanea la razione di tutti gli addetti ai lavori ed appassionati di tecnologia di come questo sia potuto accadere.

Questo è un fatto gravissimo! Anche perchè, come ricorderete, un paio di anni fa parlammo molto della legge sulla privacy online con il garante che dovrebbe controllare che tutti i siti web siano a norma sotto molti aspetti; adesso io mi chiedo se il garante interverrà o meno in questo caso (gravissimo, non smetterò di dirlo) specifico.

Va detto che la classe politica è corsa ai ripari dichiarando che ci sia stato un attacco hacker, molti non ci credono; inoltre, proprio nella serata di ieri, l’INPS, vista l’inadeguatezza del sito e server, ha stabilito degli orari di accesso differenti per enti o imprese e cittadini. Il privato cittadino potrà accedervi dalle 16 alle 23:59 e di seguito gli enti o imprese; cosa crede INPS, che in alcune fasce orarie gli hacker non operino? Una farsa insomma.

Purtroppo, come spesso succede, chi deve controllare (stato) non controlla sé stesso.

Davide

Davide, 46 anni, appassionato di tutto ciò che riguarda al tecnologia; videogamer per hobby vorrei trasmettere la mia passione a tutti gli utenti e, magari, anche aiutare chi ne sa poco o nulla.

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