
La bufala sull’intelligenza artificiale di Eugene Goostman
Forse ricorderete il caso del software a cui è stato dato il nome di Eugene Goostman. Si tratta di un software a cui è stata artificialmente costruita un’identità fittizia e un passato fittizio, e che poi è stato messo a chattare con alcuni scienziati, facendo credere al 33% di questi di essere davvero un ragazzino tredicenne in carne ed ossa.
Ne abbiamo discusso in un precedente articolo (clicca qui per leggerlo), ed ora scopriamo che si tratta più o meno di una bufala.
In pratica, il software era stato programmato per scrivere la frase “Non me la sento di rispondere a questa domanda” per tutte quelle domande che fossero state un po’ più complesse e articolate. In questo modo, Eugene Goostman (il finto tredicenne) ha aggirato numerosi ostacoli. Inoltre, al software era stata attribuita un’origine ucraina, la quale avrebbe giustificato, agli occhi degli scienziati, eventuali errori grammaticali del robot.
Insomma, dalla vera intelligenza artificiale siamo ancora ben lontani.
